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Maria Ausiliatrice, il trionfo della devozione salesiana

Tanti fedeli e un quartiere vestito a festa, a Ragusa, per l'abbraccio a Maria Ausiliatrice. I solenni festeggiamenti in onore della "Madonna di Don Bosco" si sono conclusi con un’emozione che ha attraversato diverse generazioni.

di Chiara Scucces -

C’è il volto della “Mamma Celeste”, come amano chiamarla qui, ma c’è soprattutto il volto di una comunità che si riconosce in un carisma antico e sempre attuale. Si sono chiusi  a Ragusa i festeggiamenti per Maria Ausiliatrice, una celebrazione che ha trasformato la parrocchia salesiana nell’epicentro della devozione cittadina. Il cuore religioso dell’evento è stata la solenne Eucaristia presieduta dal parroco, Don Carmelo Buccieri. In un altare gremito dall’intera comunità religiosa salesiana e dai sacerdoti della diocesi, il richiamo è andato alle radici: a quel “Ha fatto tutto Lei” di San Giovanni Bosco che oggi, dopo oltre un secolo, continua a guidare l’opera educativa dell’oratorio.

Poi, il momento del passaggio nelle strade: il simulacro della Vergine è uscito tra il fumo dell’incenso e il suono delle campane, accolto da una folla immensa. Un’immagine potente quella dei giovani dell’oratorio – molti dei quali cresciuti tra i cortili di Don Bosco – che hanno portato a spalla la statua con fatica e orgoglio, simbolo di un ricambio generazionale della fede che a Ragusa è realtà tangibile. Lungo il percorso, il quartiere ha risposto con i segni della tradizione: balconi addobbati con i drappi più preziosi e altarini preparati con cura agli angoli delle strade, segnali di una fede popolare “domestica” e profondamente radicata.

Le luci della festa si spengono, ma non l’impegno della comunità. Sabato prossimo sarà la “Giornata del Sollievo”: un momento di preghiera e vicinanza per chi soffre nel corpo e nello spirito, per portare quella carezza della Madonna di Don Bosco anche negli angoli più bui del dolore.