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Mattarella al Castello Utveggio

Alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è stata inaugurata ieri la nuova stagione del Castello Utveggio, l'imponente complesso Liberty che domina Palermo da Monte Pellegrino. Restaurato dalla Presidenza della Regione con un investimento di oltre 5 milioni di euro, l'edificio non è soltanto un gioiello storico restituito ai visitatori, ma diventa da oggi un polo d'eccellenza per il turismo congressuale e i grandi eventi internazionali. Vediamo

di Chiara Scucces -

L’Inno di Mameli eseguito nella Sala Plenaria e la presenza delle più alte cariche civili, militari e religiose della regione hanno segnato l’inizio di una nuova era per il Castello Utveggio. Accolto dal Governatore Renato Schifani, dal Sindaco Roberto Lagalla e dall’Arcivescovo Corrado Lorefice, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha consacrato la rinascita di un luogo simbolo che guarda al futuro senza dimenticare la propria identità. Costruito tra il 1928 e il 1933 su progetto dell’architetto Santangelo come albergo di lusso, il castello ha attraversato quasi un secolo di storia: occupato dalle truppe durante la guerra, poi espropriato dalla Regione e sede del Cerisdi, il complesso rischiava l’abbandono. Oggi, dopo un imponente lavoro di riqualificazione, si trasforma in un Convention Center d’eccellenza, dotato di quattro sale tecnologiche con capienze da 23 fino a 164 posti, affidato in concessione per ospitare meeting aziendali, università e diplomazia internazionale.

Un luogo che continua ad appartenere alla collettività. Riaperto alle visite guidate lo scorso dicembre, il Castello ha già registrato circa 25mila visitatori, segnando il tutto esaurito fino alla fine di agosto. Tra gli ambienti più suggestivi visitati dal Capo dello Stato spicca la ‘Stanza del Papa’, la suite del terzo piano che nel novembre del 1995 ospitò San Giovanni Paolo II, scelta allora non solo per il prestigio, ma come fortezza inespugnabile per la sicurezza del Pontefice negli anni ancora caldi dopo le stragi del ’92. A sottolineare il valore strategico dell’opera per il riscatto e lo sviluppo della Sicilia è stato il Presidente della Regione Renato Schifani.

La cerimonia, arricchita dalle note dell’Orchestra Sinfonica Siciliana con le musiche di Morricone, Rota e Piovani, traccia così la rotta di una Sicilia che vuole dimostrare di saper amministrare con responsabilità il proprio patrimonio, trasformando la memoria in una straordinaria risorsa di crescita.