Palermo
Maxi fabbrica clandestina di sigarette tra Lazio e Sicilia: sequestri per milioni e sette denunciati – VIDEO
Sequestri record: 27 tonnellate di sigarette e marchi contraffatti
Una vera e propria industria del contrabbando di sigarette, capace di produrre milioni di pezzi al giorno e profitti illeciti da capogiro, è stata smantellata dalla Guardia di Finanza al termine di una vasta operazione coordinata dalla Procura Europea (EPPO) – sede di Palermo.
Nei giorni scorsi, i finanzieri del Comando Provinciale di Palermo, con il supporto operativo dei colleghi di Roma e Frosinone, hanno individuato due siti industriali clandestini nei comuni di Pomezia (Roma) e Ferentino (Frosinone): un imponente opificio per la fabbricazione di sigarette e uno stabilimento destinato allo stoccaggio del tabacco e del prodotto finito.
Gli impianti, dal valore stimato di oltre 2 milioni di euro, erano dotati di due linee di produzione su larga scala, in grado di sfornare circa 4 milioni di sigarette al giorno. Le strutture occupavano complessivamente un’area di circa 4.000 metri quadrati.
Sequestri record: 27 tonnellate di sigarette e marchi contraffatti
All’interno dei capannoni, le Fiamme Gialle hanno rinvenuto e sequestrato:
- 27 tonnellate di sigarette già confezionate,
- 19 tonnellate di tabacco,
- 134 bancali di materiali precursori, compresi imballaggi e confezioni riportanti i loghi di noti marchi internazionali come Marlboro, Rothmans, Camel e Winston,
- 4 autoarticolati utilizzati per il trasporto della merce.
Durante l’accesso agli stabilimenti sono stati identificati sette soggetti di nazionalità bulgara e ucraina, tutti deferiti all’Autorità giudiziaria per detenzione di tabacchi lavorati di contrabbando e contraffazione di marchi.
Tecnologie anti-controllo e indagini complesse
L’individuazione dei siti si è rivelata particolarmente complessa a causa delle rigorose misure di sicurezza adottate dall’organizzazione criminale. I trasportatori utilizzavano dispositivi jammer per inibire le comunicazioni GSM e GPS e rilevatori di frequenze per individuare eventuali sistemi di localizzazione installati dalle forze dell’ordine.
Per superare queste contromisure, la Guardia di Finanza ha messo in campo una meticolosa attività investigativa, basata su videosorveglianza, appostamenti prolungati, pedinamenti e l’impiego di droni, che ha consentito di ricostruire l’intera filiera produttiva e logistica.
Un danno enorme per le casse pubbliche
Secondo le stime, l’immissione sul mercato delle sigarette sequestrate avrebbe causato un mancato introito fiscale di circa 7,4 milioni di euro tra accise e IVA evasa. Ancora più impressionanti i numeri legati al potenziale economico dell’impianto: 700 mila euro di profitto illecito al giorno, oltre 240 milioni di euro l’anno, con un danno stimato per le finanze pubbliche di circa 160 milioni di euro.
L’operazione conferma il costante impegno della Procura Europea e della Guardia di Finanza nel contrasto ai traffici illeciti e alle frodi che danneggiano gravemente l’economia legale e le entrate dello Stato e dell’Unione Europea.