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Meloni a Palermo: “Il testimone di Falcone resta saldo nelle istituzioni”
Si apre ufficialmente a Palermo la settimana della memoria, che culminerà il 19 luglio nel trentaquattresimo anniversario della strage di Via D'Amelio. Una giornata densa di significato che ha visto la visita della premier Giorgia Meloni nel capoluogo siciliano. La Presidente del Consiglio ha prima presieduto in Prefettura un Comitato straordinario per l'ordine e la sicurezza pubblica; poi la forte commozione a Palazzo Jung per la nascita del Museo del Presente e lo svelamento della Fiat Croma bianca su cui viaggiava Giovanni Falcone.
Una visita che apre ufficialmente la settimana più blindata e densa di significato per Palermo, quella che culminerà il 19 luglio con il trentaquattresimo anniversario della strage di Via D’Amelio. La presenza della premier Giorgia Meloni nel capoluogo siciliano unisce la memoria storica alle risposte della cronaca presente. A Palazzo Jung, la sede del neonato Museo del Presente, voluto fortemente della Fondazione Falcone non come semplice spazio espositivo, ma come laboratorio permanente di legalità sul territorio, si è consumato il momento più alto e carico di tensione emotiva: il disvelamento della Fiat Croma bianca. Non l’auto della scorta già nota alle cronache, ma la vettura blindata su cui viaggiavano Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e l’autista Giuseppe Costanza, oggi presente in platea, rimasta per quattordici anni in una teca a Roma e adesso tornata definitivamente a Palermo. Davanti a una platea simbolo della resistenza cittadina, Maria Falcone scandisce che “davanti a quella macchina ci si deve inchinare”, perché da quell’emozione deve nascere la reazione dei ragazzi.
Un’emozione che tocca da vicino anche la premier Meloni, che definendosi una “veterana” comunque colpita dalla storia con la “S” maiuscola, raccoglie quel testimone traducendolo in impegni concreti per l’agenda di governo nella lotta a Cosa Nostra.
Dal valore del ricordo alla concretezza dell’azione dello Stato. La giornata palermitana della premier era iniziata poco prima con un passaggio floreale alla stele di Capaci lungo la A29 e, subito dopo, con un vertice operativo d’urgenza in Prefettura. Affiancata dai ministri Nordio e Piantedosi, Meloni ha presieduto un Comitato straordinario per l’ordine e la sicurezza pubblica per rispondere alla pressione criminale nei quartieri più a rischio, a partire dallo Zen. La strategia annunciata è netta: tolleranza zero e un piano straordinario di presidio fisso, ipotizzando anche il coinvolgimento dei militari e dell’Esercito attraverso una rimodulazione delle norme di “Strade Sicure”.
Una fermezza che la stessa Premier ha voluto rivendicare sul palco di Palazzo Jung, ringraziando la Procura di Caltanissetta per l’impegno sulle zone d’ombra delle stragi e la Dda di Palermo per la risposta immediata data alla città proprio all’alba di oggi.