Attualità
Mezzagnone, il “bagno arabo” che racconta la storia
Un patrimonio ancora in parte da valorizzare
Nel territorio di Santa Croce Camerina, tra campagne e testimonianze millenarie, sorge uno dei siti archeologici più particolari della Sicilia: l’area di Mezzagnone, conosciuta soprattutto per il cosiddetto “bagno arabo”.
Un monumento che racchiude in sé diverse epoche storiche: nato come mausoleo nel VI secolo d.C., in età tardo-antica, venne successivamente trasformato in hammam durante la dominazione araba, con ambienti destinati ai bagni a diverse temperature, come tepidarium e caldarium . Una stratificazione che rende il sito un raro esempio di continuità e riutilizzo nel tempo. Proprio per queste caratteristiche, Mezzagnone rappresenta un unicum nel panorama archeologico siciliano, capace di raccontare il passaggio tra civiltà diverse e modi differenti di vivere e interpretare lo spazio.
Il sito è stato recentemente al centro di una giornata di apertura straordinaria promossa dal Parco archeologico di Kamarina e Cava d’Ispica, in occasione della Giornata dei Beni Culturali Siciliani, dedicata alla memoria dell’archeologo Sebastiano Tusa, figura fondamentale per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale dell’isola. Un momento di divulgazione e riscoperta, durante il quale i visitatori hanno potuto approfondire la storia del sito grazie anche al contributo degli esperti.
Tra questi, l’archeologo Saverio Scerra, che ai nostri microfoni ha spiegato le peculiarità di Mezzagnone e il motivo per cui rappresenta un caso unico nel contesto regionale. Un patrimonio ancora in parte da valorizzare, ma che continua a raccontare, attraverso le sue pietre, una storia lunga secoli e profondamente legata all’identità del territorio ibleo.