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Modica, il sogno si spegne ai rigori: Coppa allo Sciacca
I rossoblù escono a testa altissima
Il giorno dopo fa ancora male. Perché perdere una finale ai rigori lascia sempre un segno profondo, soprattutto quando il campo aveva raccontato tutt’altra storia. Il Modica si lecca le ferite dopo la finale di Coppa Italia, consegnata allo Sciacca che alza il trofeo per il secondo anno consecutivo, ancora una volta a spese di una squadra del Sud-Est siciliano. Lo scorso anno era toccato all’Avola, stavolta ai rossoblù. Eppure il Modica non ha affatto demeritato. Anzi.
La squadra di Raciti ha giocato una partita vera, intensa, in uno stadio che di neutro aveva ben poco. La finale, com’è noto, si disputa sul campo della vincitrice uscente e lo Sciacca, di fatto, ha giocato in casa, spinto da un pubblico caldo e partecipe. Il Modica aveva accarezzato il sogno di alzare la Coppa per ben due volte. Prima con il vantaggio firmato da Savasta, poi con il 2-1 messo a segno da Bonanno, reti che avevano indirizzato la gara e fatto intravedere il traguardo. Ma lo Sciacca, fedele alla propria indole battagliera, non ha mai mollato la presa. La beffa è arrivata quasi allo scadere, quando Pisciotta ha trovato la rete del pareggio, gelando la panchina rossoblù e rimandando tutto alla crudele lotteria dei rigori. Dal dischetto, poi, il destino ha fatto il resto. Resta l’amarezza, tanta. Perché oggettivamente il Modica non meritava di uscire sconfitto contro uno Sciacca che in campionato fatica a trovare continuità e si aggrappa a una quinta posizione risicata in zona play off.
Ma il calcio è anche questo: capacità di crederci fino all’ultimo secondo, qualità che i neroverdi hanno dimostrato ancora una volta. Per Raciti rimane comunque la consapevolezza di aver centrato la terza finale di Coppa Italia consecutiva, un dato che certifica il percorso di una squadra solida, ambiziosa e costruita per vincere. Una squadra che in campionato sta dominando, mostrando una superiorità evidente sulle dirette concorrenti. La delusione va smaltita in fretta, perché il vero obiettivo della stagione resta il campionato. Il +11 in classifica mette al riparo da assalti immediati, ma guai a rilassarsi. Il calendario non concede pause: all’orizzonte c’è la 19ª giornata, con la difficile trasferta sul campo del Rosmarino.