Ragusa

Modica, novanta minuti per entrare nella storia

Contro l’Unitas Sciacca l’ultimo atto della Coppa Italia Eccellenza

di Redazione -

Quando la strada è lunga e faticosa, l’ultimo passo è sempre il più difficile. Ma è anche quello che può cambiare tutto. Il Modica Calcio è arrivato fin qui con il passo delle grandi squadre, superando ostacoli pesanti e avversari di rango, e adesso si prepara a giocarsi la finale di Coppa Italia Eccellenza, l’appuntamento che vale una stagione. Il percorso dei rossoblù parla chiaro. Per arrivare all’atto conclusivo, il Modica ha dovuto eliminare alcune delle formazioni più forti del Girone B: Vittoria, Avola e Messana, tre tappe che hanno messo alla prova carattere, organizzazione e maturità del gruppo. Non solo risultati, ma prestazioni che hanno certificato la crescita di una squadra ormai consapevole dei propri mezzi. Il Modica arriva alla finale con la giusta miscela di fame e lucidità. Sa che partite come questa si decidono sui dettagli, dove il valore tecnico si intreccia con l’aspetto emotivo, la gestione della pressione e la capacità di restare squadra nei momenti chiave. Il gruppo è compatto, pronto a spingersi oltre, dentro e fuori dal campo. Mister Raciti potrà contare sull’intero organico, fatta eccezione per Maimone, non ancora al meglio della condizione, e Cappello, fermato dal giudice sportivo. Assenze pesanti, ma che non scalfiscono la fiducia di un collettivo abituato a sopperire alle difficoltà.

Dall’altra parte ci sarà l’Unitas Sciacca, squadra solida e ben costruita, che si presenta da campione in carica. Un avversario che conosce il peso di queste gare e che potrà contare su un ambiente caldo: il “Luigi Riccardo Gurrera” si annuncia come una bolgia a tinte neroverdi, anche se la sfida si disputa in campo neutro, come previsto dal regolamento per la società vincitrice dell’edizione precedente. Gli saccensi arrivano all’appuntamento con una rosa rinforzata dal recupero di Concialdi, elemento chiave rientrato proprio alla vigilia della finale.