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Monisteri: ‘Ostruzionismo che danneggia la città’

Palazzo San Domenico a Modica è un campo di battaglia. Dopo la seduta fiume di sei ore l’opposizione rivendica il controllo del Consiglio comunale. La sindaca Monisteri non ci sta e scrive in una nota: 'Ostruzionismo che danneggia la città, noi tiriamo dritto sul risanamento'

di Pinella Rendo -

Non è stata solo una maratona oratoria, ma un vero e proprio scontro quello consumatosi lunedì scorso a Palazzo San Domenico. La seduta del Consiglio comunale ha restituito l’immagine di una città politicamente spaccata, dove il peso dei numeri sembra essersi spostato pericolosamente lontano dalla giunta guidata da Maria Monisteri. Al centro della polemica il dato numerico: tredici consiglieri di minoranza (DC, Radici Iblee, Siamo Modica e Voce Libera) contro appena sei rappresentanti della maggioranza rimasti in aula. Per le opposizioni non si tratta di una casualità, ma della certificazione del tramonto politico dell’amministrazione. Avendo dettato i tempi e l’ordine del giorno, i gruppi di minoranza sostengono che la sindaca non abbia più una base solida su cui poggiare l’azione di governo. Maria Monisteri, tuttavia, respinge con forza l’idea di un’amministrazione paralizzata.

La sindaca distingue nettamente tra il gioco politico dell’aula e la gestione della macchina comunale. Diversi i temi caldi, iniziando dal parcheggio dell’Ospedale Maggiore, la prima cittadina ha risposto con i documenti: non esiste alcun obbligo di manutenzione per l’area dissestata oggetto del contendere. ‘Fare confusione sulle competenze non aiuta la città’, ha ribadito, sottolineando come l’amministrazione stia agendo nel solco della legalità e della chiarezza amministrativa, evitando di assumersi oneri che non spettano all’ente.

Poi l’imposta di soggiorno: L’opposizione accusa la giunta di dilettantismo per aver presentato l’atto all’ultimo minuto; la sindaca risponde accusando i consiglieri di voler bloccare introiti strategici per il turismo e le casse comunali. Ed ancora la commissione dissesto la Sindaca sottolinea che è un bene averla voluta ma sarebbe stato altrettanto utile attivarla senza trasformarla in un terreno di scontro o di tattica politica.

Chi vuole contribuire davvero al bene di Modica troverà sempre una porta aperta.  Chi invece pensa di sostituire l’azione amministrativa con una crisi politica permanente dovrà spiegare ai cittadini perché preferisce il conflitto alle soluzioni”