Trapani
Montagna Grande, perché è stata una catastrofe
A Montagna Grande il fuoco è stato spento, ma il danno ambientale è enorme
A Montagna Grande il fuoco è stato praticamente spento. Ma quello che resta è una delle ferite ambientali più gravi degli ultimi anni nel Trapanese: circa 900 ettari di bosco e macchia mediterranea ridotti in cenere dopo quattro giorni di fiamme che hanno interessato un’area estesa tra quattro comuni della provincia.
La montagna era stata già devastata da un altro grande rogo nel 2020. In questi anni la vegetazione aveva provato lentamente a riprendersi, ma oggi quel processo rischia di essere compromesso.
Un incendio molto probabilmente di origine dolosa con punti di innesco studiati per rendere difficili le operazioni di soccorso. Il vento di scirocco e le condizioni del territorio hanno fatto il resto. Infatti, dopo un inverno particolarmente piovoso, la vegetazione cresciuta abbondantemente si è trasformata, con il caldo delle ultime settimane, in una enorme massa di materiale combustibile.
Adesso si apre una fase delicata. Oltre alla conta dei danni ambientali, c’è il rischio di conseguenze sul territorio: dall’erosione del suolo ai problemi per le attività agricole che circondano la montagna. E mentre proseguono le indagini, emergono anche interrogativi sulla gestione e sulla manutenzione delle aree boschive e agricole.
Antonio Parrinello, responsabile della Protezione Civile della provincia di Trapani, parla di lotta impari e di catastrofe ambientale.