Attualità
Morte Argentino, arriva il dossier della Camera Penale
Una delegazione dei Radicali insieme ai rappresentanti della Camera Penale “Pisani-Amendolia” ha effettuato un’ispezione, rilevando punti di forza ma anche gravi criticità
Il carcere di Gazzi torna al centro dell’attenzione dopo il suicidio di Stefano Argentino, il giovane detenuto che lo scorso 6 agosto si è tolto la vita in cella. Argentino, condannato per l’omicidio di Sara Campanella, è stato trovato privo di vita nel penitenziario messinese. Un episodio drammatico che ha riacceso i riflettori sulla condizione delle carceri italiane, in particolare durante il periodo estivo, da sempre il più critico per il sistema penitenziario.
Una delegazione dei Radicali, insieme ai rappresentanti della Camera Penale “Pisani-Amendolia”, ha effettuato una visita ispettiva nella struttura diretta da Angela Sciavicco, accompagnata da un confronto con la direzione e da un sopralluogo in tutti i blocchi. Dal report consegnato emergono luci e ombre. La principale carenza riguarda il personale: mancano circa 20 agenti di polizia penitenziaria, fondamentali per garantire sicurezza e gestione quotidiana, e vi è la presenza di un solo educatore. Assente, inoltre, una tradizione di lavoro esterno.
Rispetto ad altre realtà italiane, Gazzi non soffre di sovraffollamento. Circa 200 detenuti per 302 posti, con celle dotate di ventilatori e frigoriferi, nel rispetto del minimo di 3 mq per persona. È garantita la presenza medica e infermieristica sulle 24 ore e operano diverse associazioni di volontariato. Tra le esperienze più significative figura il laboratorio teatrale, considerato uno strumento efficace di inclusione e riabilitazione. Dal confronto con i reclusi sono però emersi malumori e richieste: scarsa presenza del giudice di sorveglianza, tempi troppo lunghi per visite specialistiche, poca flessibilità nella comunicazione con le famiglie.