Cronaca

Movida violenta, una mattanza senza fine

L’omicidio di Paolo Taormina è l’ennesimo tassello di una deriva senza fine. Dalla morte di Lino Celesia alla strage di Monreale, c’è un filo di continuità nella violenza delle notti palermitane

di Piero Messina -

Il volto di Fabiola Galioto rivolto verso il cielo è il simbolo dell’ennesima tragedia della movida a Palermo. La madre di Paolo Taormina, ucciso con un colpo di pistola davanti al pub dove lavorava, ha guidato la fiaccolata contro la violenza. L’ennesima fiaccolata

Palermo fa i conti con le vittime di una violenza che alligna tra giovani che ormai hanno perso il senso della convivenza, ragazzi cresciuti nelle periferie per cui la vita non ha alcun valore. E di notte si cammina con la pistola o il tirapugni.

La città cammina a due velocità. Da un lato chi si indigna e scende in piazza per protestare, dall’altro chi si gira dall’altra parte facendo finta di niente

Il tributo di sangue che la città sta pagando è altissimo. Omicidi, risse e incidenti stradali. Una cronologia iniziata due anni fa che mette i brividi

L a mattanza inizia a dicembre del 2023 con l’omicidio di Lino Celesia alla discoteca Noctre bnel centro città. Un mese e mezzo dopo, una rissa a Balestrate, all’uscita di una discoteca costa la vita a Francesco Bacchi. Ad aprile di quest’anno, poi, la sparatoria in cui perderanno la vita tre ragazzi di Monreale. I presunti omicidi, come a stabilire un filo di continuità tra queste morti folli, si faranno ritrarre in una foto opportunity proprio di fronte al locale Oscruscio, il pub dove domenica all’alba è stato ucciso Paolo Taormina.

Adesso c’è chi invoca tolleranza zero e chi spera in azioni educative sul territorio. Intanto la mattanza continua…