Trapani

Muore a 10 anni dopo essere caduto dal balcone: tragedia in una palazzina popolare

Il boato dell’impatto ha richiamato subito i familiari

di Sergio Randazzo -

Una tragedia che ha sconvolto un intero quartiere e lasciato senza parole l’intera città. È morto all’ospedale dei Bambini “Di Cristina” di Palermo il bambino di dieci anni precipitato ieri sera dal balcone della sua abitazione al quinto piano di una palazzina popolare a Trapani.

Le circostanze dell’accaduto restano ancora da chiarire, ma gli investigatori della Polizia di Stato propendono per la pista di un tragico incidente domestico.

La caduta e i soccorsi

Secondo una prima ricostruzione, il piccolo — figlio unico e affetto da una forma di disturbo dello spettro autistico — sarebbe sfuggito per pochi istanti al controllo della madre. In quei momenti si sarebbe avvicinato al balcone, da cui poi è precipitato nel vuoto, cadendo sulla strada sottostante.

Il boato dell’impatto ha richiamato subito i familiari e i vicini di casa, che si sono precipitati in strada. Alcuni residenti, sotto shock, hanno raccontato di aver sentito “un rumore fortissimo, poi grida e pianti”.

I soccorritori del 118 sono intervenuti immediatamente. Le condizioni del bambino sono apparse da subito gravissime. Dopo un primo ricovero all’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani, i medici hanno disposto il trasferimento d’urgenza in elicottero al “Di Cristina” di Palermo, dove il piccolo è arrivato in coma. Nonostante i disperati tentativi dei medici di stabilizzarlo, il suo cuore ha smesso di battere poche ore dopo.

Il dolore della città

La notizia del decesso ha gettato Trapani nel dolore. Il sindaco Giacomo Tranchida ha parlato di un “evento tragico e improvviso” e ha espresso la vicinanza dell’amministrazione comunale alla famiglia:

“Ci uniamo a loro nel lutto — ha detto — condividendo la loro sofferenza e la loro angoscia. La sua perdita è una tragedia che colpisce tutta la città”.

In segno di rispetto, il Comune ha deciso di annullare l’iniziativa “Quartieri in Gioco”, prevista per domani.

L’appello dell’Anffas e il ricordo commosso della terapista

Sull’episodio è intervenuta anche l’Anffas di Trapani, associazione che si occupa di persone con disabilità intellettive e relazionali, lanciando un forte appello:

“Non lasciamo sole e prive di servizi le nostre famiglie e i nostri ragazzi. Non possiamo piangere le disgrazie e poi dimenticare i bisogni quotidiani di chi vive la disabilità”.

Toccante anche il messaggio di Francesca Trapani, la terapista che seguiva il bambino presso il centro Aba di Analisi Comportamentale Applicata. In un post su Facebook ha scritto: “Ti immagino al mare, dove tanto ti piaceva andare, libero e sereno, immerso in quella luce che amavi guardare. Ciao piccolo amore mio, continua a giocare tra le onde e a splendere come il sole sull’acqua. Ti porterò sempre con me, nel cuore, dove il mare non finisce mai.”