Attualità
Museo dell’Etna, lavori all’80% nell’ex Vittorio Emanuele
Apertura prevista entro il 2026
Il futuro Museo dell’Etna prende forma nel cuore di Catania. Sono infatti completate all’80% le opere di riqualificazione dell’ex ospedale Vittorio Emanuele, destinato a diventare uno dei principali poli culturali e scientifici della Sicilia dedicati al vulcano patrimonio dell’umanità.
L’intervento, finanziato dalla Regione Siciliana con uno stanziamento complessivo di 25 milioni di euro, è gestito dal Dipartimento regionale Tecnico attraverso il Genio civile di Catania, che svolge il ruolo di stazione appaltante.
I lavori di recupero dello storico edificio, per un valore di circa 14 milioni di euro, dovrebbero concludersi entro il 2026. Il cronoprogramma ha subito un lieve slittamento rispetto alla scadenza originaria di agosto a causa di alcune criticità emerse durante gli interventi su una struttura di particolare pregio storico.
Attualmente nel cantiere operano circa 40 addetti. Sono quasi ultimati gli impianti tecnologici, mentre il restauro delle facciate est e sud è stato completato. In fase avanzata anche la realizzazione della terrazza panoramica che offrirà una vista privilegiata sull’Etna e sul porto di Catania.
Parallelamente alla ristrutturazione edilizia, il Genio civile sta predisponendo la gara per l’affidamento degli allestimenti museali, dal valore di circa 3,5 milioni di euro. L’obiettivo è avviare immediatamente le opere multimediali al termine dei lavori strutturali, evitando interruzioni nell’iter di realizzazione.
A supporto del progetto è stato costituito un comitato tecnico-scientifico che coinvolge numerose istituzioni del territorio, tra cui Comune e Università di Catania, Arcidiocesi, Ingv, Parco dell’Etna, Soprintendenza ai beni culturali, Teatro Massimo Bellini, Archeoclub d’Italia e gli Ordini professionali di ingegneri e architetti.
“Lavoriamo in perfetta sinergia con le istituzioni del territorio per restituire a Catania un immobile storico completamente riqualificato e destinato a una nuova funzione”, ha dichiarato l’assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò.