Attualità

Musumeci: “28 anni di ritardi e responsabilità mancate”

Informativa del ministro per la Protezione Civile

di Sergio Randazzo -

La frana di Niscemi approda nell’Aula del Senato con un’informativa che riporta al centro una vicenda lunga quasi trent’anni, segnata da ritardi, rimpalli di competenze e interventi mai portati a compimento. A ricostruirla è stato il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, intervenuto questa mattina nel corso del dibattito sul maltempo che ha colpito Sicilia, Calabria e Sardegna.

Musumeci ha parlato di un quadro “complesso e disarmante”, ricordando come la frana sia nota almeno dal 1997, quando furono adottate nove ordinanze in appena cinque anni e stanziati circa 7 milioni di euro per interventi che prevedevano demolizioni, delocalizzazioni e opere di messa in sicurezza. Un piano chiaro sulla carta, ma mai realizzato: il progetto esecutivo arrivò solo dieci anni dopo e non si trasformò mai in un cantiere.

Nel 2014, a distanza di 17 anni dal primo evento franoso, a Niscemi risultavano ancora 71 edifici inabitabili. Nel frattempo, ha ricordato il ministro, il continuo scaricabarile tra Comune, Regione e Stato ha prodotto uno stallo quasi permanente, fino al disimpegno del Dipartimento nazionale di Protezione civile nel 2015. Già nel 2005, inoltre, i tecnici avevano escluso la possibilità di una stabilizzazione definitiva del versante.

L’intervento ha suscitato immediate reazioni politiche. Dai banchi dell’opposizione è arrivata la richiesta di chiarire le responsabilità amministrative e di garantire risposte rapide agli sfollati, mentre esponenti della maggioranza hanno sottolineato la necessità di voltare pagina e accelerare sulle soluzioni concrete.

Intanto, a Niscemi, resta l’emergenza: famiglie fuori casa e un territorio che chiede certezze