Attualità
Musumeci: “28 anni di ritardi e responsabilità mancate”
Informativa del ministro per la Protezione Civile
La frana di Niscemi approda nell’Aula del Senato con un’informativa che riporta al centro una vicenda lunga quasi trent’anni, segnata da ritardi, rimpalli di competenze e interventi mai portati a compimento. A ricostruirla è stato il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, intervenuto questa mattina nel corso del dibattito sul maltempo che ha colpito Sicilia, Calabria e Sardegna.
Musumeci ha parlato di un quadro “complesso e disarmante”, ricordando come la frana sia nota almeno dal 1997, quando furono adottate nove ordinanze in appena cinque anni e stanziati circa 7 milioni di euro per interventi che prevedevano demolizioni, delocalizzazioni e opere di messa in sicurezza. Un piano chiaro sulla carta, ma mai realizzato: il progetto esecutivo arrivò solo dieci anni dopo e non si trasformò mai in un cantiere.
Nel 2014, a distanza di 17 anni dal primo evento franoso, a Niscemi risultavano ancora 71 edifici inabitabili. Nel frattempo, ha ricordato il ministro, il continuo scaricabarile tra Comune, Regione e Stato ha prodotto uno stallo quasi permanente, fino al disimpegno del Dipartimento nazionale di Protezione civile nel 2015. Già nel 2005, inoltre, i tecnici avevano escluso la possibilità di una stabilizzazione definitiva del versante.
L’intervento ha suscitato immediate reazioni politiche. Dai banchi dell’opposizione è arrivata la richiesta di chiarire le responsabilità amministrative e di garantire risposte rapide agli sfollati, mentre esponenti della maggioranza hanno sottolineato la necessità di voltare pagina e accelerare sulle soluzioni concrete.
Intanto, a Niscemi, resta l’emergenza: famiglie fuori casa e un territorio che chiede certezze