Palermo

Nino Agostino e Ida Castelluccio: 37 anni dopo il delitto

37 anni dopo il delitto mafioso resta viva la ricerca della verità

di Sergio Randazzo -

rentasette anni dopo il duplice omicidio di mafia che sconvolse la Sicilia, Palermo rinnova oggi il ricordo dell’agente della Polizia di Stato Antonino “Nino” Agostino e della moglie Ida Castelluccio, assassinati il 5 agosto 1989 davanti alla loro abitazione di Villagrazia di Carini. Una giornata dedicata alla memoria e all’impegno per la verità, con una cerimonia organizzata dalla Polizia di Stato alla presenza delle autorità civili e militari e dei familiari delle vittime.

Alle 9 il questore di Palermo, Maurizio Calvino, deporrà una corona d’alloro davanti alla stele commemorativa sul lungomare Cristoforo Colombo di Carini, a nome del capo della Polizia. Successivamente, nella cappella della caserma “Pietro Lungaro”, sarà celebrata una messa officiata dal cappellano della Polizia di Stato, don Massimiliano Purpura.

Nino Agostino, agente della Polizia di Stato, fu ucciso insieme alla moglie Ida Castelluccio, che era incinta della loro bambina, successivamente riconosciuta anch’essa come vittima di mafia. La coppia venne raggiunta dai colpi d’arma da fuoco esplosi da due killer in motocicletta davanti al cancello della casa di famiglia.

Per anni l’omicidio è rimasto uno dei grandi misteri della storia giudiziaria italiana, segnato da depistaggi, indagini complesse e interrogativi sulle attività investigative riservate che Agostino avrebbe svolto prima di essere assassinato.

Negli ultimi anni il procedimento ha registrato importanti sviluppi giudiziari. Nel gennaio 2025 la Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la condanna all’ergastolo inflitta ad Antonino Madonia per l’omicidio dell’agente, disponendo un nuovo processo davanti a un’altra sezione della Corte d’Assise d’Appello di Palermo. Per l’uccisione di Ida Castelluccio, invece, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la condanna, dichiarando il reato prescritto.

Nel procedimento celebrato con rito ordinario, nell’ottobre 2024, Gaetano Scotto è stato condannato in primo grado all’ergastolo, mentre Francesco Paolo Rizzuto, imputato per favoreggiamento aggravato, è stato assolto. A distanza di trentasette anni, il ricordo di Nino Agostino e Ida Castelluccio continua a rappresentare un simbolo dell’impegno dello Stato nella lotta alla mafia e della costante ricerca della verità e della giustizia.