Cronaca
Omicidio Di Dio, convalidate le misure cautelari per i tre indagati
Convalidato il fermo e confermata la misura cautelare per Giacomo Frasconà Filaro
Si sono concluse le udienze di convalida per i tre indagati dell’omicidio di Giuseppe Di Dio, il 16enne ucciso a Capizzi lo scorso primo novembre. Il Tribunale di Enna ha convalidato il fermo e confermato la misura cautelare in carcere per Giacomo Frasconà Filaro, il 20enne accusato di omicidio aggravato per la morte del giovane e di tentato omicidio per il ferimento di un altro ragazzo, insieme ai reati relativi al porto d’arma.
Giacomo Frasconà, durante l’interrogatorio, ha scelto di non rispondere alle domande del gip ma ha rilasciato una dichiarazione spontanea, in cui ha ammesso di aver sparato per errore e ha cercato di scagionare il padre Antonio e il fratello Mario, dicendo che entrambi non erano a conoscenza della sua intenzione di cercare un giovane con il quale era in lite e di sparargli. Frasconà ha spiegato che i suoi familiari non sapevano che avesse con sé una pistola, né che si stesse dirigendo verso la folla per cercare il suo obiettivo.
Antonio Frasconà e Mario, invece, hanno risposto alle domande del magistrato, sostenendo di non aver avuto alcuna conoscenza delle intenzioni di Giacomo. Secondo la versione del padre, Giacomo gli aveva chiesto di scendere dall’auto, guidata da lui, per andare a bere una birra, ma quando si è appreso che il figlio era stato coinvolto in una rissa davanti a un bar, si sarebbe precipitato per prenderlo. Durante l’interrogatorio, il pm ha contestato ad entrambi alcune discrepanze tra le loro dichiarazioni e quelle fornite dalla madre e moglie dei tre indagati, che era stata ascoltata dai carabinieri subito dopo il fermo.
Per tutti e tre gli indagati, la misura cautelare in carcere è stata confermata, e l’avvocato difensore, Felice Lo Furno, non si è opposto alla decisione. Nel frattempo, è stato conferito l’incarico al patologo legale per l’autopsia sul corpo di Giuseppe Di Dio, che si svolgerà nei prossimi giorni presso l’Istituto di medicina legale di Catania.