Palermo

Omicidio Mattarella, prefetto indagato resta ai domiciliari

Le dichiarazioni ritenute inattendibili dai magistrati

di Sergio Randazzo -

Filippo Piritore, ex funzionario della Squadra Mobile di Palermo ed ex prefetto, rimane agli arresti domiciliari. Lo ha stabilito il tribunale del Riesame, che ha respinto la richiesta di revoca della misura cautelare avanzata dai suoi legali.

Le accuse sul depistaggio nell’omicidio Mattarella

Piritore è indagato per presunte attività di depistaggio nelle indagini sull’omicidio dell’ex presidente della Regione Siciliana, Piersanti Mattarella, ucciso nel 1980. Al centro dell’inchiesta vi è il cosiddetto “guanto” trovato il giorno del delitto a bordo della Fiat 127 utilizzata dai killer ma mai repertato né sequestrato.

Le dichiarazioni ritenute inattendibili dai magistrati

Sentito dai pubblici ministeri proprio su quell’oggetto misterioso, Piritore avrebbe secondo gli inquirenti fornito dichiarazioni giudicate «del tutto prive di riscontro». Secondo la Procura, tali affermazioni avrebbero contribuito a sviare le indagini, anche per ciò che riguarda il mancato rinvenimento definitivo del guanto, mai ritrovato.