Enna

Operazione “Little Horses”: smantellata rete di spaccio, 13 misure cautelari – VIDEO

Una rete di spaccio stabile nel territorio ennese

di Sergio Randazzo -

Un via vai continuo, a tutte le ore del giorno e della notte. Giovani che bussavano a una porta come fosse un normale appartamento, ma che in realtà nascondeva una vera e propria centrale dello spaccio. È da questa immagine che prende forma l’operazione “Little Horses”, con cui la Polizia di Stato ha smantellato a Enna un gruppo criminale dedito alla vendita di sostanze stupefacenti, arrivando all’esecuzione di 13 misure cautelari. L’operazione è scattata alle prime luci dell’alba ed è stata condotta dai poliziotti della Sezione Antidroga della Squadra Mobile della Questura di Enna, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna.

Le indagini e l’intervento dell’autorità giudiziaria

Al termine di una lunga e articolata attività investigativa, iniziata nell’ottobre 2024, sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza a carico di 13 soggetti. Sulla base delle risultanze investigative, il G.I.P. del Tribunale di Enna, su richiesta della Procura, ha disposto l’applicazione delle misure cautelari.

Una rete di spaccio stabile nel territorio ennese

Le indagini hanno consentito di ricostruire un sistema strutturato e stabile di approvvigionamento e distribuzione della droga, attivo da tempo nel territorio ennese. Attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti, riscontri diretti, attività tecniche e sequestri, gli investigatori hanno documentato un’organizzazione capace di rifornirsi di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti e di immetterli regolarmente sul mercato locale.

Il ruolo del promotore e dei familiari

Secondo quanto emerso, il principale indagato curava l’approvvigionamento della droga dalle province limitrofe, avvalendosi della collaborazione di alcuni familiari che si spostavano in diverse aree della Sicilia per il reperimento delle sostanze. Nell’ambito dell’attività investigativa è stato accertato anche il ruolo di alcuni corrieri che, lo scorso dicembre, sono stati fermati dagli agenti mentre viaggiavano in auto: all’interno del veicolo è stato rinvenuto un pacco contenente oltre due chili di hashish, suddivisi in 21 panetti pronti per essere immessi nella piazza di spaccio ennese.

L’abitazione trasformata in punto di vendita

Il cuore dell’attività illecita era rappresentato dall’abitazione del principale indagato, trasformata in un punto di vendita al dettaglio. Qui, secondo gli investigatori, si recavano numerosi giovani, talvolta anche minorenni, in diverse fasce orarie, per acquistare la droga. L’uomo, affiancato anche dalla compagna, gestiva inoltre lo spaccio nelle principali piazze della città, affidandosi a giovani collaboratori di fiducia, definiti “cavallini”, termine che ha ispirato il nome dell’operazione.

Le misure cautelari e le esecuzioni

All’esito delle indagini, il G.I.P. ha disposto la custodia cautelare in carcere per il principale indagato, gli arresti domiciliari per altri quattro soggetti ritenuti collaboratori attivi, l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria per sei indagati e l’obbligo di dimora nel comune di residenza per due persone. Tutti risultano indagati, a vario titolo, per i reati di traffico, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, ferma restando la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

Interventi simultanei tra Enna e altre province

Le misure cautelari sono state eseguite in maniera simultanea in diversi punti della città di Enna. Alcuni provvedimenti sono stati notificati anche nelle province di Catania e Agrigento, dove risiedono alcuni degli indagati.