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Palermo ricorda Borsellino: l’omaggio alla Lungaro e il monito di Mattarella
Palermo ricorda Paolo Borsellino e gli agenti della scorta a trentaquattro anni dalla strage di via D'Amelio. Questa mattina la cerimonia ufficiale alla Caserma Lungaro con i vertici della Polizia e della Commissione nazionale Antimafia. Una memoria che resta legata alla pretesa di verità, suggellata dal messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Alle dieci e trenta in punto, le note del silenzio intonate dal trombettiere della Polizia di Stato rompono il silenzio della Caserma Lungaro a Palermo. Sotto il solleone di luglio, si rinnova l’omaggio solenne per il trentaquattresimo anniversario della strage di via D’Amelio. Una corona di fiori al reparto scorte per ricordare il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della scorta. Presenti alla celebrazione i vertici della Polizia e della Commissione nazionale Antimafia, insieme ai familiari delle vittime e ad Antonio Vullo, l’agente sopravvissuto alla bomba. Un anniversario in cui il Governatore Renato Schifani sottolinea come il dovere della memoria debba accompagnarsi a quello della piena ricerca della verità per rafforzare la fiducia nello Stato. Un binomio sollevato anche dal Presidente della Commissione Antimafia all’Ars, Antonello Cracolici.
Dalla Sicilia a Roma, il ricordo di via D’Amelio unisce il Paese. A suggellare la giornata è il messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che parla della strage come del culmine di un disegno eversivo che mirava a piegare le istituzioni democratiche e la stessa libertà degli italiani. Un disegno che il Capo dello Stato definisce definitivamente sconfitto grazie al sacrificio di donne e uomini delle forze dell’ordine e della magistratura. La Repubblica, conclude Mattarella, ha dimostrato di essere più forte, catturando e condannando carnefici e mandanti.