Attualità

Pendolarismo ibleo, tassa occulta

Il pendolarismo in provincia di Ragusa è una tassa occulta che incide su redditi, qualità della vita, sicurezza e ambiente. Questa mattina sono stati presentati i dati dell’Osservatorio CGIL Ragusa in merito: l’immagine restituita è quella di un sistema di mobilità squilibrato e sempre più oneroso per migliaia di lavoratori.

di Chiara Scucces -

Il pendolarismo in provincia di Ragusa non è più soltanto un fenomeno sociale, ma una condizione strutturale che incide su lavoro, redditi e qualità della vita. È quanto emerge dalla relazione dell’Osservatorio della CGIL di Ragusa, presentata oggi, che fotografa una realtà in cui migliaia di lavoratori sono costretti ogni giorno a spostarsi per raggiungere il posto di lavoro.

Una fotografia aggiornata e approfondita di un territorio in cui il pendolarismo è diventato la norma per una quota significativa della forza lavoro.

In provincia di Ragusa, quasi il 48% dei lavoratori è costretto a spostarsi quotidianamente fuori dal proprio comune. Non una scelta, ma spesso una necessità legata a un mercato del lavoro frammentato e a infrastrutture non sempre adeguate.

Una dinamica che ha subito un’ulteriore accelerazione negli ultimi anni, anche a causa dell’aumento dei costi dei carburanti, rendendo gli spostamenti sempre più onerosi.

Secondo i dati della relazione, il costo medio annuo del pendolarismo supera oggi i 1.100 euro, con una proiezione che sfiora i 1.500 euro nei prossimi anni, incidendo in maniera significativa sui redditi familiari.

Un peso economico che, secondo la CGIL, si traduce in una vera e propria “tassa occulta” a carico dei lavoratori, ma che non è l’unico elemento critico.

Il pendolarismo comporta infatti anche una perdita quotidiana di tempo, fino a quasi un’ora al giorno tra andata e ritorno, oltre a ricadute sul piano della sicurezza: nel 2025 si contano oltre 300 infortuni in itinere, pari a circa il 15% del totale degli incidenti sul lavoro.

A ciò si aggiunge l’impatto ambientale, con milioni di chilometri percorsi ogni anno e decine di migliaia di tonnellate di emissioni di CO2.

Il fenomeno si concentra lungo alcune direttrici principali, con flussi che interessano in particolare i poli occupazionali del territorio, mentre aree come Comiso e Vittoria mostrano saldi occupazionali negativi.

Tra le criticità segnalate anche il ruolo delle infrastrutture, con particolare riferimento alla Siracusa-Gela, considerata ancora incompleta e strategica per riequilibrare i collegamenti interni.

int ALFIO MANNINO – Segr. Regionale CGIL