Enna
Pergusa, cala il sipario sull’autodromo: il circuito chiude dopo oltre 70 anni di storia
Negli ultimi anni l’attività si era progressivamente ridotta
L’autodromo di Pergusa ha finito la sua corsa. La bocciatura della delibera che avrebbe revocato la liquidazione dell’ente, decisa nel 2024 dal Consiglio comunale di Enna, segna la fine di un’epoca per uno dei circuiti più iconici d’Italia, il terzo per importanza dopo Monza e Imola. Un tracciato unico nel suo genere, lungo 4.950 metri e percorso in senso orario, che cinge il lago di Pergusa all’interno di una riserva naturale speciale. Un connubio affascinante ma complesso: negli anni la convivenza tra motori e tutela ambientale – in un’area popolata da avifauna e meta di uccelli migratori – ha sollevato più di una criticità.
Gli anni d’oro
Nato nei primi anni Cinquanta per volontà dell’amministrazione comunale, il circuito era dotato di 38 box e di una tribuna nella zona partenze. Pergusa ha scritto pagine importanti dell’automobilismo internazionale: quattro edizioni del Gran Premio del Mediterraneo di Formula 1 tra il 1962 e il 1965 (non valide per il mondiale), gare di Formula 2 e Formula 3000 e una tappa del Mondiale Superbike nel 1989. Indimenticabile il Ferrari Day del 1997: oltre centomila spettatori invasero l’impianto per celebrare i cinquant’anni della Casa di Maranello, con la presenza di campioni come Michael Schumacher.
Il declino
Negli ultimi anni l’attività si era progressivamente ridotta. Dopo lo stop del 2004, imposto dalla Federazione internazionale dell’automobile che richiedeva interventi strutturali e nuove vie di fuga, la pista aveva riaperto nel 2011 senza però tornare ai fasti del passato. Sempre meno gare, qualche concerto e l’utilizzo frequente da parte di aziende per test di pneumatici.