Attualità
Pescatori in crisi, la protesta sbarca alla Regione
La marineria è pronta a incrociare i remi per la crisi del settore. C’è l’ipotesi di bloccare lo Stretto di Messina
A Lampedusa, a Sciacca, a Porto Empedocle e in ogni luogo della pesca tradizionale i pescherecci restano all’ancora e la marineria protesta contro un prezzo del gasolio che rischia di affondare, prima ancora delle barche, l’economia della pesca.
Il caro carburante è diventato insostenibile per i pescatori. Con la punta che si tocca a Lampedusa dove il carburante arriva a 1 euro e 80 al litro: quasi il 30 per cento in più rispetto alla già elevata media siciliana.
Per un peschereccio possono servire fino a 700 euro di gasolio per una sola notte in mare. E così, denunciano gli armatori, uscire significa sempre più spesso lavorare in perdita.
Il risultato è una crisi che rischia di trasformarsi nella morte economica del settore: imprese senza margini, marittimi a rischio e una filiera che rischia di scomparire.
La Federazione degli armatori chiede di dimezzare il prezzo del gasolio e proclama lo stato di crisi della pesca. Intanto oggi la vertenza di Lampedusa arriva a Palermo, dove una delegazione incontrerà i vertici dell’assessorato regionale alla Pesca.
Ma il settore annuncia una nuova mobilitazione: mercoledì appuntamento sotto palazzo d’Orleans a Palermo, mentre il 22 ottobre un centinaio di pescherecci potrebbero arrivare nello Stretto di Messina per bloccarlo.