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Pistunina, la strada riapre. Ma l’inchiesta sul crollo entra nel vivo

A Messina Pistunina torna alla normalità con la riapertura senza limitazioni della statale 114. Ma sul crollo della palazzina Leone l’inchiesta entra nel vivo

di tcf -

A due settimane dal crollo della palazzina Leone, Pistunina prova a tornare alla normalità. La statale 114, in via Giorgio La Pira, è stata riaperta senza limitazioni, al traffico e ai pedoni. Negozi aperti, auto di nuovo in strada. Un ritorno alla vita quotidiana che però non cancella la tragedia. Quattro vittime accertate, due dispersi e una quinta possibile vittima emersa dall’analisi dei resti recuperati tra le macerie. Ed è proprio sulle macerie che ora si concentra l’inchiesta.

La Procura di Messina ha sequestrato i telefoni dei tre indagati, gli imprenditori Pasquale D’Alì e Alessandro Panarello e Pietro Leone. Il 24 agosto inizieranno gli accertamenti irripetibili. Chat, chiamate, fotografie. Ogni traccia potrebbe ricostruire cosa accadde prima del cedimento. Ma gli investigatori guardano anche alle operazioni di rimozione dei detriti. Immagini, video, trasporti e stoccaggio saranno acquisiti agli atti. Intanto, i resti di un possibile quinto corpo saranno sottoposti all’esame del Ris. Il Dna potrebbe dare un nome a quei frammenti e chiarire il destino dei due dispersi.

Fra due settimane il sopralluogo dei tre tecnici nominati dalla Procura. Dovranno stabilire cause e responsabilità del crollo. Pistunina riapre. La verità, invece, è ancora sotto le macerie.