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Politica, la Sicilia tra rimpasto e campo largo

Il rientro della Dc è diventato un tormentone

di Piero Messina -

Mentre la magistratura allarga lo sguardo con le indagini che lambiscono i centri decisionali della Regione, la politica siciliana si muove in un equilibrio fragile, tra trattative aperte e fratture ancora evidenti.

In Sicilia, il rimpasto della giunta regionale resta in salita. Il rientro della Dc è diventato un tormentone. Potrebbe rientrare nel governo ma con un solo assessore. L’intesa con il presidente della Regione Renato Schifani non è stata ancora raggiunta.

Il nodo riguarda la distribuzione delle deleghe: una sola alla Dc, mentre l’altra andrebbe al Movimento per l’autonomia. Una proposta che i democristiani hanno respinto, rivendicando il peso del proprio gruppo all’Ars e chiedendo un riconoscimento politico più ampio.

Per sbloccare la trattativa si lavora a una possibile compensazione attraverso incarichi nelle partecipate regionali. Un equilibrio ancora da costruire, da cui dipenderanno non solo il rimpasto ma anche i rapporti futuri dentro la maggioranza.

Sul fronte delle opposizioni, che pensano già alle prossime elezioni, è tutta una questione di cornici e perimetri. L’ipotesi che il campo largo delle alleanza si estenda anche a Cateno De Luca divide il fronte progressista: da un lato il Partito democratico prova ad allargare la coalizione, dall’altro le forze più a sinistra chiedono scelte condivise e mettono in guardia da aperture non concordate.

Le tensioni riguardano anche le prossime elezioni amministrative e il ruolo del Pd, alle prese con divisioni interne sulla strategia da seguire.

Due partite parallele, dunque: la maggioranza impegnata a trovare un nuovo equilibrio di governo, le opposizioni ancora alla ricerca di una linea comune. Con il quadro politico regionale che resta in movimento.