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Polizia Locale a Ragusa, scatta la protesta
Criticità per il corpo della polizia locale di Ragusa. Dopo l'assemblea del 6 marzo, i sindacati presentano una piattaforma rivendicativa: chiesti esoneri per gli over 60, nuovi investimenti su divise e informatica, e un tavolo tecnico permanente. In assenza di riscontri, il personale è pronto alla mobilitazione
Un corpo di Polizia Locale che si sente dimenticato dalle istituzioni, costretto a operare con veicoli obsoleti e in uffici che presentano carenze igienico-sanitarie. È questo il quadro a tinte fosche emerso dall’assemblea del personale svoltasi lo scorso 6 marzo, che ha visto una partecipazione massiccia degli operatori ragusani.
Le segreterie territoriali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Csa, Cse Flpl e Silpol hanno inviato un documento programmatico al Sindaco e ai vertici del Comune. Occorre una svolta immediata nella gestione del servizio, che parta dalla sicurezza degli operatori fino alla dignità dei loro strumenti di lavoro. Il punto più critico riguarda l’autoparco: i sindacati denunciano la presenza di mezzi di servizio in uso da oltre vent’anni, un’anzianità che mette a rischio non solo l’efficienza degli accertamenti, ma la stessa incolumità degli agenti. A questo si aggiunge la vulnerabilità delle sedi: il Comando e l’autoparco versano in condizioni precarie, aggravate da un’intrusione subita a fine 2023 che ha evidenziato le falle nei sistemi di sicurezza. Sul fronte del benessere lavorativo, la piattaforma l’esenzione volontaria dai servizi esterni per chi ha compiuto 60 anni.
Una necessità dettata dall’invecchiamento del corpo e dall’esigenza di tutelare la salute di chi è in servizio da decenni. I sindacati chiedono inoltre lo sblocco dei fondi regionali e una regolarità nei pagamenti del salario accessorio, spesso vittima di ritardi burocratici. I sistemi informatici sono stati definiti gravemente obsoleti, un ostacolo che rallenta le pratiche burocratiche e crea disagi diretti all’utenza. Anche la formazione e la dotazione di strumenti di autodifesa restano al palo, nonostante le norme vigenti ne prevedano l’obbligatorietà.