Attualità
Polizia Locale, resta il nodo degli agenti over 60
Il Consiglio comunale di Ragusa approva all’unanimità il nuovo regolamento e il potenziamento degli strumenti di sicurezza per la Polizia Locale, ma non affronta l’emendamento che prevedeva l’esonero progressivo dai servizi più gravosi per gli agenti ultrasessantenni.
Nell’ultimo Consiglio comunale di Ragusa passa all’unanimità il nuovo Regolamento della Polizia Locale e il potenziamento delle dotazioni di sicurezza. Ma nello stesso contesto resta fuori dal dibattito l’emendamento sugli agenti over 60, aprendo una frattura che oggi pesa più delle novità appena approvate. Il sindaco Peppe Cassì ha parlato di un passaggio atteso da anni: il precedente regolamento era fermo al 1996. Tra le principali novità figurano bodycam, bastone telescopico, spray urticante nella versione autorizzata dal Ministero, fasce contenitive per i TSO e giubbotto antitaglio.
Un segnale politico chiaro: investire sulla sicurezza urbana e rendere il Corpo più moderno e strutturato. Ma mentre l’Aula approvava all’unanimità il nuovo regolamento, non è stato affrontato l’emendamento presentato dalle organizzazioni sindacali relativo agli agenti che hanno superato i 60 anni. La proposta era precisa: possibilità, al compimento dei 60 anni, di chiedere l’assegnazione ai servizi interni; esonero dai servizi esterni al raggiungimento dei 62 anni. Una misura su base volontaria e progressiva, legata alle esigenze organizzative, pensata per tutelare la salute degli operatori senza compromettere l’efficienza del servizio.
Secondo i sindacati, la mancata trattazione rappresenta una scelta politica che lascia irrisolto un nodo cruciale: l’età media del Corpo e la sostenibilità fisica del lavoro operativo. La questione non è marginale. La Polizia Locale, negli ultimi decenni, ha visto crescere competenze e responsabilità: sicurezza urbana, polizia giudiziaria, controlli ambientali, interventi notturni, gestione di situazioni complesse.
Parallelamente, però, il blocco del turnover e le assunzioni limitate hanno fatto salire l’età media degli agenti. Oggi una quota significativa del personale ha alle spalle oltre trent’anni di servizio.
Il punto sollevato dai sindacati è semplice: può un agente sessantenne continuare a sostenere turni notturni, servizi su strada sotto le intemperie e attività operative ad alto stress fisico? L’Amministrazione rivendica nuove assunzioni e un potenziamento progressivo del Corpo. Tuttavia, fino a quando il ricambio generazionale non sarà pienamente strutturato, il rischio è che il peso operativo continui a gravare su chi ha già dato gran parte della propria vita professionale alla città.
I sindacati fanno notare come modernizzare la Polizia Locale significhi certamente dotarla di strumenti adeguati, ma anche interrogarsi su come garantire dignità, salute ed equilibrio a chi indossa la divisa da oltre trent’anni.