Attualità
Ponte, il progetto viola le norme su ambiente e appalti
Nelle motivazioni della Corte dei Conti il perché del no alla delibera Cipess sul Ponte sullo Stretto di Messina. Secondo i giudici sono state violate le norme europee su ambiente e appalti
Dalla violazione della direttiva Habitat alle norme europee sugli appalti, ma anche l’esclusione dell’Autorità di regolazione dei trasporti e a altri elementi che rendono la procedura di riattivazione del progetto particolarmente fragile. Su questi tre poli ruota la motivazione che ha portato la Corte dei Conti a dire No alla delibera Cipess sul Ponte sullo Stretto. È stato un lavoro certosino quello dei giudici che si sono riservati un mese prima di pubblicare le motivazioni del no al progetto che, secondo i magistrati contabili, presenta 3 profili di illegittimità di “immediata e decisiva rilevanza”, oltre a diverse altre osservazioni con finalità conformativa per la successiva azione amministrativa. Le principali violazioni contestate, come detto, fanno riferimento alle normative europee su Habitat e Appalti e all’esclusione dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, di livello nazionale. A livello ambientale, ha pesato il parere negativo sulla valutazione di incidenza appropriata ambientale espresso dalla Commissione tecnica Via-Vas del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Un ostacolo che il Consiglio dei ministri ha cercato di superare con l’approvazione della relazione Iropi sui cosiddetti motivi imperativi di interesse pubblico. Secondo il Collegio, però, la procedura è viziata per un difetto di istruttoria adeguata, non risultando coerente con i limiti tassativi imposti dalla direttiva Habitat. In particolare vige l’assenza di soluzioni alternative e la prevalenza dei motivi economici. Altro tema è quello degli appalti, per cui i magistrati contabili hanno riscontrato una violazione della direttiva europea in materia.