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Ponte sullo Stretto, nuovo stop della Corte dei Conti

La Corte dei Conti "non ha ammesso al visto" il terzo atto aggiuntivo tra il Mit e la società "Stretto di Messina"

di valentina di rosa -

Bisognerà attendere massimo trenta giorni per conoscere le motivazioni che hanno portato la Sezione centrale di controllo di legittimità’ della Corte dei conti nel corso della camera di consiglio di oggi del mancato visto di legittimita’ all’atto aggiuntivo della convenzione del ministero Infrastrutture e la Società Stretto di Messina che regola i rapporti tra la stessa società, in in quanto concessionaria delle opere per il Ponte sullo Stretto e il Mit, come amministrazione concedente e vigilante. A darne notizia, la stessa magistratura contabile.

In assenza delle motivazioni non si può comprendere cosa non ha permesso di avere il visto e cosa dovrà essere compiuto dal governo per superare questo secondo stallo che arriva in poche settimane.

Secondo quanto si apprende, l’atto che non ha ottenuto il visto è collegato alla delibera di agosto del Cipess l’assegnazione delle risorse e l’approvazione del progetto esecutivo del Ponte sullo Stretto. Anche in questo secondo caso, la Corte ha negato il visto di legittimità a fine ottobre.

Non tarda ad arrivare il commento di Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e Trasporti: “Nessuna sorpresa: e’ l’inevitabile conseguenza – dichiara –  del primo stop della Corte dei Conti. I nostri esperti sono già’ al lavoro per chiarire tutti i punti. Resto assolutamente determinato e fiducioso”.