Attualità
Ponte sullo Stretto, scatta l’ora della verità
Al via l'esame del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici sul progetto definitivo del Ponte sul Stretto di Messina. Un passaggio obbligato per rispondere ai rilievi della Corte dei Conti e blindare l'apertura dei cantieri entro l’anno
Con il nuovo anno la macchina del Ponte sullo Stretto di Messina accelera. Dopo le rassicurazioni di fine anno dell’amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, l’iter burocratico dell’opera più discussa d’Italia raggiunge uno dei suoi snodi più critici: la trasmissione di tutti gli elaborati progettuali al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
L’obiettivo è ottenere un parere tecnico aggiornato entro 45 giorni, colmando un vuoto documentale che durava da quasi trent’anni. Come riporta il quotidiano La Gazzetta del Sud, la mancanza di una valutazione recente da parte dell’Organismo era stata infatti segnalata tra i principali rilievi mossi dai giudici della Corte dei Conti, che avevano acceso un faro sulla necessità di adeguare le basi progettuali alle normative vigenti. Il Presidente del Consiglio, l’ingegner Massimo Sessa, è pronto a convocare l’Assemblea generale nei prossimi giorni.
Non si tratterà di una semplice formalità: al tavolo siederanno i componenti delle tre Sezioni ordinarie e, soprattutto, della Sezione speciale dedicata specificamente alle grandi infrastrutture strategiche. L’esame verterà sul progetto definitivo, che necessita di un “visto” di conformità attuale, superando quello ormai obsoleto rilasciato nel lontano 1997. In questa complessa istruttoria tecnica, un ruolo di supporto fondamentale sarà svolto dal Servizio tecnico centrale e dall’Osservatorio del Collegio consultivo tecnico.
Il rilascio di questo parere rappresenta il “semaforo verde” tecnico necessario per procedere verso le fasi successive. Se la tempistica dei 45 giorni verrà rispettata, entro la fine del mese di febbraio il progetto del collegamento stabile tra Calabria e Sicilia avrà la validazione definitiva, permettendo al Governo e alla società concessionaria di procedere con il piano dei lavori senza l’ombra di vizi procedurali o lacune tecniche