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Porto Gela, la commissaria Tardino, tra promesse e ritardi

La nuova commissaria, Annalisa Tardino, in carica da due mesi, annuncia la necessità di una programmazione seria

di finmedia -

«Serve programmazione per superare problematiche che non sono certamente addebitabili alla mia gestione, né a chi mi ha preceduto.» Così la commissaria dell’Autorità portuale della Sicilia occidentale, Annalisa Tardino, ha commentato la situazione del porto di Gela, al termine dei primi sopralluoghi tecnici effettuati in città. Da circa due mesi alla guida dell’ente, dopo la gestione di Pasqualino Monti, Tardino ha incontrato ieri mattina il nuovo comandante della Capitaneria di Porto, Daniele Curci, e il sindaco Terenziano Di Stefano, prima di spostarsi nelle aree portuali per una ricognizione “informale” ma densa di significati.

Un anno fa, a Palermo, durante l’ultimo tavolo tecnico, i vertici dell’Autorità avevano promesso sei mesi per ottenere l’autorizzazione ambientale. Un termine mai rispettato. L’unico passo avanti, in tutto questo tempo, è stato il parere della sottocommissione ministeriale, che ha ritenuto idonea la documentazione per la valutazione ambientale. Poi, il silenzio. A oggi, i progetti restano fermi e i tempi incerti. Sindaco e Capitaneria chiedono una verifica urgente, alla presenza dei tecnici, con impegni precisi sulle prossime scadenze. La commissaria, da parte sua, promette un incontro a breve.

Tra le tappe del sopralluogo, anche l’area del porto isola, dove Tardino si è recata insieme ai tecnici dell’Autorità e ai manager di Eni. L’obiettivo? Valutare la possibilità di integrare le due infrastrutture — quella portuale e quella industriale — in un’ottica di transizione energetica e di rilancio economico del territorio.

Un approccio potenzialmente pragmatico, quello annunciato dalla commissaria. Ma i numeri, le autorizzazioni e i cantieri ancora fermi raccontano un’altra storia: quella di un porto che, da anni, attende di diventare davvero una porta sul futuro del Mediterraneo.