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Pozzallo, l’allarme del sindaco: mancano assistenti sociali negli hotspot

Le nuove norme europee sui migranti rischiano di mandare in tilt il Comune di Pozzallo. Le regole impongono la presenza fissa di assistenti sociali negli hotspot per tutelare i minori sbarcati, ma l’ente ha in organico una sola figura a tempo parziale per gestire ben due strutture. Il sindaco ha scritto una lettera urgente alla Regione Siciliana chiedendo fondi e personale per evitare il blocco dei servizi.

di Chiara Scucces -

Garantire la massima tutela ai minori stranieri non accompagnati fin dai primi istanti del loro arrivo sul territorio italiano. Le recenti disposizioni del piano europeo migrazioni e asilo, attuate attraverso le prefetture, introducono un principio di assoluta civiltà: la presenza fissa degli assistenti sociali comunali in tutte le delicatissime fasi di approdo e identificazione dei minori. Una misura che il Comune di Pozzallo condivide appieno, ma che nei fatti determina un gravissimo e insostenibile aggravio logistico, organizzativo e finanziario sulle spalle dell’ente locale.

La cittadina marinara vive infatti una condizione unica e paradossale in Italia: è l’unico comune a dover gestire ben due hotspot. Uno si trova nell’area portuale, l’altro a poche centinaia di metri di distanza, formalmente in un altro territorio comunale ma dipendente in tutto e per tutto dalla struttura principale. Pozzallo è quindi obbligata ad assicurare l’assistenza del proprio personale in entrambe le strutture. Ma la pianta organica racconta una realtà drammatica: l’ente ha a disposizione una sola figura di assistente sociale a tempo parziale, affiancata da tre unità interinali provvisorie, già gravate da una mole di lavoro enorme per i bisogni ordinari dei cittadini.

Una situazione resa ancora più critica dal fatto che il Comune versa in una condizione di dissesto finanziario e non può attingere a risorse extra. Da qui nasce la decisione del sindaco Roberto Ammatuna di inviare una lettera formale al Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana e a tutti i deputati regionali. Se da un lato Pozzallo continuerà a fare la propria parte sotto il coordinamento della Prefettura di Ragusa, dall’altro non può più essere lasciata sola a sostenere oneri che rispondono a precise esigenze di interesse nazionale ed europeo. L’appello lanciato a Palermo è chiaro e immediato: alla Regione Siciliana si chiede un riconoscimento concreto per la grandissima funzione umanitaria svolta in tutti questi anni. Un aiuto che non deve essere soltanto morale o istituzionale, ma che deve tradursi urgentemente in misure di sostegno economico e organizzativo per permettere a una città di frontiera di continuare ad accogliere con dignità senza far crollare i servizi sociali dedicati alla propria comunità.