Attualità

Prevenzione e sostegno: al centro giovani e donne

Uno sportello psicologico per i giovani, fisso ai Servizi Sociali e itinerante nelle scuole partirà da lunedì 19 ottobre. L'iniziativa parte da Gela

di finmedia -

Uno spazio in cui i giovani possano trovare ascolto, sostegno e risposte. Nasce con questo obiettivo il progetto di uno sportello psicologico dedicato ai ragazzi e alle ragazze di Gela, che avrà una sede fissa all’interno dei Servizi Sociali del Comune e una presenza itinerante nelle scuole superiori della città.

Un presidio di ascolto e prevenzione che punta a intercettare il disagio prima che si trasformi in isolamento, sofferenza o comportamenti difficili da riconoscere e affrontare. Ma anche un’occasione per parlare di relazioni, rispetto, consapevolezza emotiva e parità, coinvolgendo direttamente le nuove generazioni.  

Il progetto si inserisce in un percorso più ampio di sensibilizzazione contro la violenza di genere, condiviso anche con gli sportelli antiviolenza presenti sul territorio. Un lavoro che guarda al mese di novembre, tradizionalmente dedicato alla prevenzione e al contrasto della violenza sulle donne, e che punta a rafforzare la rete tra istituzioni, scuole e realtà impegnate nella tutela delle vittime. Tra le iniziative promosse dal Comune anche il concorso scolastico “Libere dalla violenza: voci e immagini per il cambiamento”, rivolto alle studentesse e agli studenti delle classi terze, quarte e quinte delle scuole superiori di Gela. I partecipanti potranno realizzare cortometraggi, videoclip musicali, spot e campagne multimediali per raccontare, attraverso la creatività, il valore della libertà, della dignità e del rispetto.

Perché la violenza contro le donne non si combatte soltanto quando diventa cronaca. Si contrasta prima, attraverso l’educazione, la prevenzione e la capacità di riconoscere i segnali del controllo, della manipolazione e della sopraffazione.

E si combatte dando alle donne strumenti concreti per uscire dalla violenza, essere ascoltate e ricostruire la propria vita. In un contesto in cui il finanziamento delle politiche di tutela e prevenzione resta una questione centrale e il dibattito sull’educazione affettiva e sessuale nelle scuole continua a dividere, le iniziative sul territorio assumono un valore ancora più significativo.