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Privatizzazione Sac, in aeroporto l’audizione IV Commissione Ars

Si è svolta presso l'aeroporto di Catania un'audizione della IV Commissione Legislativa Permanente Ambiente, Territorio e Mobilità dell'Assemblea Regionale Siciliana, servita ad approfondire l'iter della privatizzazione della società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso. Critica la Cisal Catania che parla di "occasione perduta per fare realmente chiarezza"

di Bruno Capanna -

Il percorso per la privatizzazione della Sac, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso continua a seguire l’iter previsto ed intorno ad esso è acceso il dibattito sull’opportunità di andare avanti, alimentato da politici, sindacati ed associazioni. Ieri, presso lo scalo etneo, si è svolta l’audizione della IV Commissione Legislativa Permanente Ambiente, Territorio e Mobilità dell’Assemblea Regionale Siciliana. Presenti anche i sindaci di Catania, Siracusa e Comiso, rispettivamente Enrico Trantino, Francesco Italia e Maria Rita Schembari.

L’incontro ha permesso di approfondire alcuni aspetti della procedura di privatizzazione volta ad individuare un partner in grado di sostenere lo sviluppo degli scali.

Ad esprimere un giudizio critico sull’esito della seduta è il segretario provinciale di Cisal Catania Giovanni Lo Schiavo, secondo cui “quella che avrebbe dovuto rappresentare un momento di chiarezza e di approfondimento sul futuro della SAC si è trasformata in una semplice esposizione dello stato della procedura, senza che venissero affrontati i nodi realmente decisivi”.

“Era necessario tra l’altro verificare – prosegue Lo Schiavo – se il Commissario Straordinario della Camera di Commercio abbia approvato il Piano annuale obbligatorio di revisione delle partecipazioni che motiva l’alienazione delle quote SAC e se la delibera contenga una motivazione tecnica ed economica dettagliata che dimostri la convenienza e la necessità pubblica dell’operazione. Se manca anche uno solo degli adempimenti previsti dalla legge – sostiene Lo Schiavo – la delibera sulla privatizzazione è potenzialmente impugnabile. Le istituzioni hanno il dovere di garantire ai cittadini, ai lavoratori e ai territori un percorso trasparente, legittimo e pienamente conforme alla legge”,

“Oggi questa occasione – conclude il sindacalista – è stata purtroppo mancata. La montagna, ancora una volta ha partorito il topolino”.