Catania

Processo Galvagno, i legali chiedono trasferimento a Catania

Il presidente dell’Ars presente in aula, deve rispondere di peculato e corruzione. La decisione sul trasferimento prevista per il 2 luglio

di Piero Messina -

Prima tappa e primo stop nel processo che vede imputato il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno.  I legali dell’esponente di Fratelli d’Italia – presente oggi in aula a Palermo –  hanno chiesto ufficialmente il trasferimento del dibattimento da Palermo a Catania.  La richiesta è stata presentata davanti ai giudici della terza sezione del tribunale del capoluogo,  sollevando un’eccezione di incompetenza territoriale. Secondo la difesa  il reato più grave contestato a Galvagno,   ovvero il peculato per l’uso improprio dell’auto di servizio sarebbe stato commesso proprio a Catania e nella sua provincia,   luogo di residenza del politico.  Ricordiamo che il presidente dell’Ars è sotto processo con le accuse di corruzione, peculato, truffa e falso.  Se l’istanza venisse accolta,   il trasferimento della sede processuale riguarderebbe anche il coimputato:  l’autista della Regione, Roberto Marino La Procura per il momento ha preso tempo,  riservandosi di esprimere il proprio parere.  La decisione finale spetta ora ai giudici di Palermo,   che si pronunceranno nella prossima udienza  fissata per il 2 luglio.