Cronaca

Procura Palermo chiede condanna imprenditrice del caso Amata

E’ l’indagine per corruzione sui fondi erogati dall’assessorato regionale Turismo alla Fondazione Bellisario, guidata da Marcella Cannariato

di Piero Messina -

La Procura di Palermo ha chiesto la condanna a due anni e sei mesi di reclusione per l’imprenditrice Marcella Cannariato. È questo il punto di svolta nell’inchiesta per corruzione che coinvolge anche l’assessora regionale al Turismo Elvira Amata.

Secondo i pubblici ministeri Andrea Fusco e Felice De Benedittis, la prova starebbe nelle intercettazioni: conversazioni che, per gli inquirenti, delineano un rapporto di scambio tra favori pubblici e utilità private. Cannariato ha scelto il rito abbreviato, mentre Amata andrà a giudizio ordinario. La decisione, per entrambe le imputate, è attesa il 20 aprile.

Al centro dell’accusa, un finanziamento da 30 mila euro per un evento della Fondazione Bellisario, che – secondo la ricostruzione – sarebbe stato ricambiato con l’assunzione del nipote dell’assessora, con stipendio e spese a carico dell’imprenditrice.

«Tuo nipote lo metto sotto la mia ala», «ti voglio bene»: frasi che per la Procura non sono semplici espressioni di cordialità, ma tasselli di un presunto accordo. Un patto che, sempre secondo gli investigatori, doveva restare nascosto.

Un’indagine che resta aperta e che si intreccia con altri filoni già al vaglio della magistratura, come quello che riguarda il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno. Così la politica regionale guarda alla scadenza del 20 aprile, quando arriverà una prima risposta giudiziaria, che influirà sulle scelte del presidente Renato Schifani alla prese con il complicato riassetto della giunta regionale di governo…