Attualità
Protesta call center Mics, la proprietà replica ai sindacati
Ieri vi abbiamo documentato il sit-in dei lavorati del call center Mics di fronte alla sede Enel di viale Ulisse a Catania. Oggi è giunta una nota della proprietà che replica così a quanto affermato dai sindacati
“False, infondate e calunniose”. Definisce così la Mics Srl tramite l’amministratore, Federico Salmoiraghi, quanto affermato dai sindacati in occasione della protesta di ieri dei lavoratori del call center di Motta S. Anastasia.
“Come ben indicato in nota integrativa per l’esercizio 2024 – si legge in un comunicato – la società Mics Srl operava in condizioni di patrimonio netto negativo dal 2021 e, al momento della cessione delle quote, avvenuta in data 31-07-2024, la stessa aveva i bilanci 2021, 2022 e 2023 non approvati e non depositati; per tale situazione, la nuova proprietà si è attivata per mettere in atto le dovute azioni atte a verificare la responsabilità dell’organo amministrativo e di quello di controllo. Le affermazioni riguardanti gli esodi non onorati, sono da contestualizzare con la capacità produttiva dell’azienda. Nonostante ciò, sembrerebbe che i sindacati lamentino solo il mancato pagamento integrale delle retribuzioni del mese di luglio parlando quindi solo dell’ultima mensilità mentre le precedenti sono state tutte corrisposte e ciò sarebbe avvenuto anche in condizioni di scarsa produttività registrata nei mesi successivi in cui, fatto salvo per le mensilità di maggio e di giugno, gli obiettivi richiesti dalla committente non sono mai stati raggiunti. E’ palese che il gap produttivo mensile è sempre stato coperto dalla proprietà con versamenti medi di 70.000 Euro/mese, che sono arrivati anche a 150.000 Euro nei mesi in cui i sindacati hanno accentuato la loro azione, come in quello di marzo. Appare quindi chiaro che sia stato impossibile corrispondere delle somme addizionali in una situazione di grande instabilità produttiva”.
False, secondo Mics, anche le affermazioni in merito al mancato versamento dei contributi. Peraltro l’azienda è in possesso di Durc. La proprietà ribadisce che “intraprenderà tutte le azioni necessarie per garantire la continuità contrattuale”.
E visto che occorre una razionalizzazione organizzativa per consentire la sopravvivenza dell’attività, “l’affitto del ramo ENEL rappresenta l’unica possibilità per poterlo fare”. Per quanto concerne le affermazioni riguardo l’Affittuataria del ramo, rimandiamo le stesse al mittente, in quanto calunniose e false, sia in merito alla proprietà che alla solidità della stessa.” Il comunicato si conclude dicendo che le due aziende andranno avanti con la massima determinazione nell’operazione di affitto del ramo ENEL, che avrà efficacia dal 16 settembre, evitando così l’attivazione della clausola sociale nei confronti del committente, che sembrerebbe invece l’obiettivo delle organizzazioni sindacali.