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Raddoppio ferroviario, la protesta degli operai

Protesta nel cantiere del raddoppio ferroviario del lotto 4b, Dittaino-Enna Nuova. I lavoratori dello scavo dicono no al taglio dell'indennità deciso dal consorzio

di sicilia new media -

Una protesta decisa ma pacifica. Incrociano le braccia i lavoratori dello scavo tradizionale, impegnati nelle opere del raddoppio ferroviario del lotto 4b, Dittaino-Enna Nuova. Al loro fianco le sigle sindacali FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil di Enna e i rispettivi segretari generali. “A questi lavoratori -sottolineano le sigle sindacali in coro unanime-, non può essere presentato il conto di una spending review aziendale attraverso la riduzione o la messa in discussione di trattamenti economici già riconosciuti”. I lavoratori lamentano una rimodulazione unilaterale che ha messo in discussione trattamenti economici consolidati, cancellando l’indennità del 46% precedentemente riconosciuta a tutti per riservarla solo a chi si trova sul fronte di scavo.

Per questo motivo respingono la proposta del Consorzio Pacaed, consorzio guidato da WeBuild con Fs Rail Constructions che sta materialmente realizzando i lavori, ritenendola insufficiente rispetto alle reali condizioni di lavoro.  

Il progetto in questione prevede la progettazione esecutiva e la realizzazione del Lotto 4b per il Nuovo Itinerario Palermo-Catania con la realizzazione di 15 chilometri di nuova linea ferroviaria veloce, sviluppati quasi tutti in gallerie e viadotti, con 3 tunnel, per un totale di 8,5 chilometri di linea, e 5 viadotti, per complessivi 2 chilometri circa. Prevista anche la realizzazione della nuova stazione ferroviaria di Enna e l’ammodernamento della stazione Dittaino.

Ma i sindacati si dicono aperti al confronto.

Dal canto suo WeBuild assicura il pieno rispetto del contratto nazionale del lavoro sottolineando che quanto è previsto verrà riconosciuto.  A margine della protesta si è svolto comunque un confronto con soluzioni al vaglio delle parti. I sindacati hanno portato la questione all’attenzione del Prefetto.