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Ragusa, colonscopia urgente rinviata di sei mesi

Problemi nelle liste d’attesa e diritto all’assistenza ancora negato: nuova denuncia del Comitato Civico Articolo 32 contro l’Azienda Sanitaria di Ragusa

di Chiara Scucces -

Ancora un caso di diritto alla salute negato a Ragusa. A denunciarlo è il Comitato Civico Articolo 32, da tempo impegnato sul fronte delle liste d’attesa nella sanità pubblica.

La vicenda riguarda una donna alla quale il medico curante prescrive una colonscopia totale con biopsia, indicando chiaramente sulla ricetta la priorità B, ovvero esecuzione entro dieci giorni. Una prescrizione motivata da un quesito diagnostico serio, che richiede tempi rapidi e accertamenti completi. La paziente procede immediatamente alla prenotazione tramite il sistema online dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa. Ma la risposta è sconcertante, come denuncia il Comitato: la prima data disponibile viene fissata a distanza di sei mesi, in totale contrasto con quanto stabilito dal medico.

Di fronte a quella che appare come una violazione evidente delle norme sulle liste d’attesa, la donna si rivolge al Comitato Civico Articolo 32. Il 26 gennaio, in serata, l’associazione inoltra formalmente all’Asp la richiesta di attivazione del percorso di tutela, lo strumento previsto proprio per garantire le prestazioni urgenti nei tempi indicati. Ma il giorno successivo accade qualcosa che il Comitato definisce ‘incredibile’. Alle prime ore del mattino, l’Ufficio Relazioni con il Pubblico dell’Asp comunica via email il rigetto della richiesta, senza che – secondo l’associazione – vi siano stati tempi tecnici sufficienti per una reale valutazione clinica del caso. Secondo il Comitato, è legittimo chiedersi come sia stato possibile, in così poco tempo, esaminare la documentazione, coinvolgere eventuali medici, assumere una decisione tanto delicata e notificarla all’utente.

“Non vogliamo credere che dei medici abbiano avallato una decisione simile. Qui si ignora una prescrizione specialistica e si mette in secondo piano un esame fondamentale come la biopsia, che può individuare precocemente lesioni precancerose”, dice il presidente del comitato Rosario Gugliotta.

Secondo l’associazione, il comportamento dell’Asp non solo mortifica la professionalità del medico prescrittore, ma nega alla paziente un esame essenziale per la prevenzione e la diagnosi precoce, violando di fatto l’articolo 32 della Costituzione che tutela il diritto alla salute. Il Comitato denuncia inoltre un clima di pressione sui medici, che – secondo diverse segnalazioni – verrebbero interrogati o scoraggiati quando prescrivono esami ritenuti ‘sensibili’ per l’impatto sulle liste d’attesa. “Non è un caso isolato. Il Comitato Articolo 32 da anni segnala situazioni analoghe nella provincia di Ragusa: esami urgenti rinviati di mesi, percorsi di prevenzione compromessi e cittadini costretti a rinunciare o a rivolgersi al privato. Una sanità che, secondo gli attivisti, rischia di trasformare l’attesa in un ostacolo alla cura. Sulla vicenda si attende ora una presa di posizione ufficiale da parte dell’Azienda Sanitaria Provinciale.