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Ragusa, il caso dei “finti volontari” infiamma il Consiglio comunale
Il caso dei cosiddetti “finti volontari” arriva in Consiglio comunale a Ragusa e accende il confronto politico. Mentre il Comune avvia i primi contratti per alcuni degli ex operatori degli impianti sportivi, il Partito Democratico rivendica le proprie denunce e chiede soluzioni strutturali. In aula il sindaco Peppe Cassì ammette possibili errori ma difende l’operato dell’amministrazione. Il dibattito, a tratti molto acceso.
Il caso dei cosiddetti “finti volontari” continua ad alimentare il confronto politico a Ragusa. Nelle ultime ore il Comune ha avviato i primi contratti di prestazione occasionale con alcuni degli ex volontari impegnati negli impianti sportivi, mentre la vicenda è stata al centro anche del dibattito nell’ultima seduta del Consiglio comunale. Per il Partito Democratico si tratta della conferma delle denunce avanzate nei mesi scorsi. “Il fatto che il Comune abbia iniziato a stipulare i primi contratti dimostra che avevamo ragione a denunciare un sistema profondamente sbagliato”, sostiene il segretario cittadino del PD, Riccardo Schininà. Il tema è arrivato anche in Consiglio comunale, dove i consiglieri del PD hanno presentato tre mozioni sulla gestione di diversi servizi pubblici: dagli impianti sportivi alla Biblioteca civica, fino ad alcuni siti culturali come Palazzo Zacco, il Centro Commerciale Culturale, San Vincenzo Ferreri e il Castello di Donnafugata. L’obiettivo dichiarato è fare chiarezza su quanto accaduto negli ultimi anni e individuare un sistema stabile e trasparente per la gestione di questi servizi. Dopo la seduta consiliare, la segreteria cittadina del Partito Democratico ha diffuso anche la lettera anonima di un ex volontario che racconta la propria esperienza all’interno di questo sistema. Nella testimonianza si parla di persone che per anni avrebbero assicurato l’apertura e il funzionamento di strutture pubbliche senza un vero riconoscimento lavorativo, con forti critiche alla gestione di alcuni servizi comunali. Alle accuse ha replicato in aula il sindaco Peppe Cassì. Il primo cittadino ha riconosciuto che nella gestione di una città possono esserci stati errori, assumendosi la responsabilità politica delle scelte compiute. Allo stesso tempo ha difeso il lavoro dell’amministrazione parlando dell’esistenza di un “modello Ragusa” e sottolineando che si procederà comunque con l’affidamento dei servizi attraverso procedure strutturate.
Il confronto in aula è stato a tratti molto acceso. Durante il dibattito non sono mancati momenti di tensione, con l’intervento duro del consigliere Calabrese che ha contestato con forza la gestione della vicenda da parte dell’amministrazione. Un clima che conferma come il tema dei cosiddetti “finti volontari” sia ormai diventato uno dei fronti più caldi dello scontro politico a Ragusa, destinato con ogni probabilità a restare al centro del dibattito anche nelle prossime settimane.