Attualità
RAP, buco da 10 milioni nei conti
I servizi di raccolta rifiuti a Palermo funzionano a singhiozzo e sullo sfondo la nuova crisi finanziaria della società municipalizzata
A Palermo tira una brutta aria. E’ l’olezzo della spazzatura che viene raccolta a singhiozzo a causa di un sistema farraginoso che oltre alle mille pecche e ai limiti accumulati negli anni, adesso si trova a fronteggiare una situazione finanziaria disastrosa.
I servizi di raccolta rifiuti nel capoluogo siciliano sono gestiti dalla RAP, l’azienda municipalizzata che ha preso il posto dell’Amia, la società fallita 11 anni fa con pesanti strascichi giudiziari ed anche economici per i conti del Comune di Palermo. Adesso è necessario evitare corsi e ricorsi storici e mettere in sicurezza l’azienda.
La situazione non è rosea. Il bilancio consuntivo 2023 della RAP certifica un buco di 10 milioni di euro. Il capitale sociale è stato completamente eroso e si aggiungono ulteriori 5,8 milioni di debiti, rendendo necessaria la ricapitalizzazione da parte del Comune. E’ l’unica via percorribile per evitare il fallimento.
Anche se l’amministrazione dovesse dare l’ok per rimpinguare le casse della RAP, la procedura non sarà facile. Mettere mano al portafoglio pubblico non è una semplice formalità. Il Comune dovrà fornire solide argomentazioni a supporto dell’intervento, dimostrando la sostenibilità finanziaria e operativa dell’azienda nel lungo periodo, anche per evitare di possibili obiezioni da parte della Corte dei Conti.
Il tempo stringe e adesso, dopo la pausa estiva si deve lavorare per trovare una soluzione. La volontà politica sembra quella di procedere al salvataggio di RAP.
Sullo sfondo, restano episodi da thriller, come i sabotaggi e gli incendi che all’inizio dell’estate avevano rischiato di mettere ko parte del sistema della discarica di Bellolampo. Quegli episodi vennero segnalati all’autorità giudiziaria dal presidente della RAP Todaro e sul posto intervenne la Commissione d’inchiesta sui rifiuti del parlamento regionale.