Cronaca

Rapine violente tra Capaci e il capoluogo

Arrestati due giovani, un terzo complice ricercato

di Sergio Randazzo -

Due giovani di 19 e 20 anni, entrambi pluripregiudicati e residenti a Carini, sono stati arrestati dalla Polizia di Stato e dai Carabinieri. Gli inquirenti hanno ricostruito due distinti episodi di rapina, accomunati da un’estrema e inusitata violenza nei confronti delle vittime, ritenuta sproporzionata rispetto allo scopo criminale perseguito. Il primo episodio risale all’11 giugno 2025 a Capaci. In quell’occasione, i Carabinieri intervennero per una rapina appena consumata ai danni del titolare di una comunità alloggio per anziani. Il 19enne avrebbe avuto un ruolo determinante nell’azione, agendo in concorso con due complici rimasti ignoti. I tre avrebbero atteso il rientro della vittima sotto casa, l’avrebbero seguita all’interno dell’ascensore e, sotto la minaccia di una pistola, l’avrebbero aggredita colpendola con pugni e colpi di cinghia al volto. Costretto ad aprire la porta di casa, l’uomo è stato derubato di circa 40 mila euro. Le violenze subite gli hanno provocato lesioni giudicate guaribili in 15 giorni.

Le indagini, avviate immediatamente dopo i fatti, si sono basate sull’analisi delle immagini di videosorveglianza della zona e sulle dichiarazioni testimoniali raccolte.

Il secondo episodio, seguito dalla Polizia del Commissariato “San Lorenzo”, risale al 22 luglio scorso e si è verificato a Palermo. In zona San Lorenzo, una donna, mentre rientrava a casa per il pranzo, è stata seguita e aggredita da due uomini armati addirittura di un martello. I rapinatori si sono impossessati della borsa della vittima, contenente oggetti preziosi ed effetti personali, e delle chiavi dell’auto.

Nel corso delle indagini sono emersi numerosi punti di contatto tra i due episodi. In particolare, è stato accertato che uno dei rapinatori di Capaci — quello che aveva colpito la vittima con schiaffi e colpi di cinghia — sarebbe lo stesso 19enne coinvolto anche nella rapina palermitana. Al complice, invece, i poliziotti sono giunti grazie alle impronte digitali