Cronaca

Reddito di cittadinanza, scoperti oltre 3.300 furbetti

Maxi operazione di verifica condotta da INPS e Guardia di Finanza. Nel mirino detenuti, condannati per reati ostativi e titolari di partite Iva o cariche societarie che avrebbero percepito indebitamente il beneficio

di Sergio Randazzo -

Anche la Sicilia è stata interessata dall’attività di controllo avviata dall’INPS e dalla Guardia di Finanza che, a livello nazionale, ha portato alla scoperta di oltre 3.300 percettori del Reddito di cittadinanza risultati privi dei requisiti previsti dalla normativa. L’indebita percezione accertata supera, al momento, i 43 milioni di euro.

L’operazione rientra nell’ambito del protocollo d’intesa tra l’Istituto di previdenza e le Fiamme Gialle, finalizzato al contrasto delle frodi nel settore delle prestazioni assistenziali e previdenziali.

Le verifiche si sono concentrate su due principali filoni investigativi. Da un lato, i beneficiari che non avevano dichiarato lo stato di detenzione o precedenti penali incompatibili con l’accesso al sussidio; dall’altro, i percettori titolari di partite Iva o di cariche societarie, situazioni che in molti casi avrebbero dovuto essere comunicate agli enti competenti.

Attraverso uno scambio di dati con il Ministero della Giustizia, sono state individuate oltre 5.700 domande considerate a rischio. Dopo ulteriori approfondimenti, la Guardia di Finanza ha segnalato ai reparti territoriali 4.374 posizioni sospette. I controlli finora conclusi hanno evidenziato un tasso di irregolarità superiore all’82%, facendo emergere indebite percezioni per oltre 8,7 milioni di euro.

Un secondo fronte di accertamenti ha riguardato i percettori coinvolti in attività imprenditoriali o societarie. Le verifiche, estese su tutto il territorio nazionale e che hanno interessato anche la Sicilia, hanno consentito di accertare più di 2.600 irregolarità, con somme percepite indebitamente per oltre 36 milioni di euro.

Per tutte le posizioni irregolari sono state avviate le procedure di revoca del beneficio e di recupero delle somme erogate. Nei casi in cui emergano ipotesi di reato, gli atti saranno trasmessi all’Autorità giudiziaria competente.

L’operazione conferma il rafforzamento dei controlli incrociati tra le banche dati delle amministrazioni pubbliche, con l’obiettivo di garantire che le risorse destinate al welfare raggiungano esclusivamente i cittadini che ne hanno effettivamente diritto.