Attualità
Referendum Giustizia 2026, le ragioni del SI
Intervista all'avvocato Fabio Borrometi
Il referendum giustizia 2026 chiamerà i cittadini il 22 e 23 marzo a esprimersi su una riforma costituzionale che incide sull’organizzazione della magistratura, introducendo la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Il referendum è entrato nella sua fase decisiva. Dopo mesi di dibattito politico, ricorsi, campagne elettorali e scontri tra maggioranza e opposizioni, gli elettori sono ormai a pochi giorni da una consultazione che potrebbe modificare in modo significativo l’assetto dell’ordinamento giudiziario previsto dalla Costituzione. Dopo aver sentito le ragioni del NO ecco le ragioni per cui bisogna SI
La breve campagna elettorale si sta chiudendo, ma è stata comunque accesa. La maggioranza di governo sostiene il Sì, presentando la riforma come un passo decisivo verso una giustizia più equilibrata e imparziale. Sul fronte opposto, i sostenitori del No denunciano invece il rischio di un indebolimento dell’indipendenza della magistratura. La scelta agli elettori chiamati a votare, come detto prima, il 22 e 23 marzo, la domenica dalle 7 alle 23 mentre il lunedì dalle 7 alle 15