Palermo
Regionali 2027, Minardo: “Il bis è ovvio”
Il commissario di Forza Italia in Sicilia, Nino Minardo, interviene sulle tensioni nel centrodestra: "Il rimpasto era necessario per uscire dall'impasse. Il confronto sulla Sanità e le riforme va fatto prima di entrare in Aula, evitando spettacoli poco gratificanti". Poi il punto sul partito: "Tajani guida solida nel solco di Berlusconi", ha dichiarato Minardo in un'intervista rilasciata a Livesicilia
Blindare l’azione del governo regionale, spegnere i motori di una campagna elettorale considerata decisamente prematura e richiamare gli alleati alla responsabilità per evitare scivoloni all’Assemblea Regionale Siciliana. È questa la linea tracciata dal commissario regionale di Forza Italia, Nino Minardo, che in un’intervista rilasciata a LiveSicilia fa il punto sulle grandi manovre in corso nel centrodestra dell’isola, guardando alle elezioni Regionali del 2027 ma con i piedi ben piantati nell’agenda dell’anno in corso. Il primo nodo sciolto da Minardo riguarda la leadership della coalizione in vista della prossima scadenza elettorale. Per Forza Italia non ci sono margini di discussione: il candidato naturale è l’attuale inquilino di Palazzo d’Orléans. “Mi pare ovvio, Renato Schifani è il presidente della Regione uscente, una grande risorsa per il nostro partito con una storia politica prestigiosa”, taglia corto il commissario azzurro.
Allo stesso tempo, però, Minardo stigmatizza il dibattito sui nomi che da settimane sta agitando i corridoi della politica siciliana: “Trovo singolare che ad almeno un anno dalle elezioni si continui a dibattere su questo. Oggi l’argomento non è all’ordine del giorno, non interessa ai siciliani”.La strategia è chiara: congelare le discussioni sulle future liste per evitare di logorare anzitempo la stabilità della giunta. Le tensioni all’interno del centrodestra sono state evidenti nelle ultime settimane, culminando nella necessità di un rimpasto di squadra. Minardo difende la scelta del governatore, spiegando che la rimodulazione della giunta “si è resa necessaria per uscire dall’impasse che si trascinava da mesi e per dare ai siciliani un governo pienamente operativo”. In cima alle priorità c’è la Sanità, definita un assessorato strategico che la maggioranza ha concordato di rafforzare sul piano politico. Ma per evitare che i franchi tiratori e i veti incrociati tornino a bloccare i lavori d’Ars, il commissario lancia un messaggio perentorio ai deputati della coalizione: “I problemi vadano superati con la chiarezza del confronto fra tutte le forze politiche della maggioranza. Questo confronto deve avvenire spesso e prima dell’Aula. Così eviteremo che gli elettori siciliani debbano assistere a spettacoli poco gratificanti”.
L’intervista si chiude con una riflessione sugli equilibri nazionali del partito, che in Sicilia vanta storicamente una delle sue roccaforti più solide. Minardo esprime pieno sostegno alla segreteria nazionale, definendo Antonio Tajani “una guida solida, autorevole e profondamente coerente con la visione politica del presidente Silvio Berlusconi”.