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Regione, parte l’assalto ai concorsi. 2600 posti in tre anni

Svolta decisiva per la macchina amministrativa della Regione Siciliana. La Corte dei Conti ha dato il via libera definitivo al Piano Integrato di Attività e Organizzazione per il triennio 2026-2028. Un "bollino verde" che sblocca un imponente piano di reclutamento: sono 2.600 le nuove assunzioni previste per colmare i vuoti d'organico degli uffici regionali.

di Chiara Scucces -

La “tabella di marcia” della burocrazia siciliana accelera. Dopo il controllo di legittimità dei magistrati contabili, il Piao 2026-2028 diventa realtà. Il documento mette nero su bianco il futuro dell’amministrazione regionale: un rafforzamento che prevede l’ingresso di 2.444 nuovi impiegati nel comparto non dirigenziale, a cui si aggiungono 156 nuovi dirigenti. Ecco i numeri del reclutamento:  totale assunzioni: 2.600 unità.   Entro il 2026: 377 nuovi ingressi con concorsi in atto; nel 2027 1.045 posti (nuovi concorsi e scorrimenti); nel  2028: 1.022 posti (funzionari e assistenti). Una boccata d’ossigeno che prosegue un percorso iniziato nel 2023. Grazie all’accordo sul disavanzo siglato dal Presidente Renato Schifani con lo Stato, la Regione ha già immesso in ruolo oltre 1.300 persone negli ultimi due anni. Ora, la nuova programmazione punta a stabilizzare il turnover. Per l’anno in corso e il prossimo, l’attenzione è rivolta ai quattro concorsi banditi lo scorso dicembre: 322 posti a cui se ne aggiungeranno altri 55 tra scorrimenti e nuove procedure. Una buona notizia per i candidati: grazie a una deroga nazionale, le graduatorie potranno essere utilizzate integralmente, superando il limite del “taglia-idonei”. “È un risultato importantissimo – sottolinea il governatore Schifani – che ci consentirà di colmare finalmente carenze strutturali. Vogliamo rendere il lavoro in Regione sempre più attrattivo, rendendo la burocrazia un alleato di cittadini e imprese, non un ostacolo.” Ma la vera sfida riguarda i vertici. Il piano prevede infatti un concorso storico per 156 dirigenti a tempo indeterminato. Un’operazione massiccia che però resta “congelata” in attesa di un passaggio politico: la procedura potrà partire solo dopo il via libera dell’Assemblea Regionale Siciliana al disegno di legge sulla riforma della dirigenza, attualmente in discussione. Non solo nuovi ingressi, però: il piano guarda anche all’interno, con oltre 800 progressioni verticali per valorizzare il personale già in servizio che attende da anni un riconoscimento di carriera.