Attualità
Ricorsi elezioni amministrative 2026
A ottobre il Tar esaminerà i ricorsi contro l’ammissione, senza raccolta firme, delle liste collegate a Sud chiama Nord a Messina e Barcellona
Messina guarda a ottobre con un interrogativo che può ridisegnare il futuro dell’amministrazione Basile. Era legittimo esentare dalla raccolta delle firme tutte le liste collegate a Sud chiama Nord oppure la deroga prevista per i partiti rappresentati all’Ars doveva riguardare una sola lista? È il nodo dei ricorsi sulle elezioni comunali. Il partito di Cateno De Luca ha presentato le liste senza raccogliere le sottoscrizioni, sulla base di due pareri del Dipartimento Autonomie locali della Regione, arrivati dopo specifiche richieste di chiarimento.
Un orientamento che sarebbe però in contrasto con un parere, secretato, dell’Ufficio legislativo e legale regionale. La difesa di Sud chiama Nord, affidata all’avvocato Santi Delia, sostiene la piena legittimità della procedura e invoca il principio del legittimo affidamento: le liste avrebbero seguito indicazioni ufficiali dell’amministrazione regionale, successivamente trasmesse anche alle commissioni elettorali. Ma è proprio questa interpretazione a essere contestata nei ricorsi. Il primo ottobre il Tar esaminerà il caso delle cinque liste a sostegno della sindaca di Barcellona Pozzo di Gotto Melangela Scolaro. A Messina, udienze il 20 ottobre per due distinti ricorsi contro l’ammissione delle liste. In gioco non c’è soltanto la validità delle candidature.
Un eventuale annullamento potrebbe aprire la strada al commissariamento e a nuove elezioni nel 2027. Basile è stato rieletto al primo turno con il 58,42 per cento. Ora saranno i giudici a stabilire se quella vittoria resterà intatta. E sullo sfondo pesa anche il futuro politico di De Luca.