Attualità
Riforma dei porti e finanziamenti, sì al DDL
La Conferenza unificata delle Regioni ha approvato a maggioranza il disegno di Legge sulla riforma dei porti
La riforma dei porti compie un passo in avanti importante verso l’effettiva realizzazione. Si è svolta infatti ieri la Conferenza unificata delle Regioni chiamate ad esprimere il proprio parere sul disegno di Legge che punta a trasformare la portualità italiana e il ruolo delle Autorità di Sistema presenti in Italia. Il DDL è stato votato favorevolmente da 15 regioni su 20, con il no espresso da Campania, Emilia Romagna, Toscana, Puglia e Sardegna.
Dopo una lunga interlocuzione con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la proposta di legge è stata quindi approvata a maggioranza e non all’unanimità. Questo significa che il via libera è legato ad una serie di modifiche che dovranno essere apportate in Parlamento; emendamenti discussi e condivisi nei vari incontri che si sono susseguiti con il viceministro Edoardo Rixi e i tecnici del Mit. Il cuore della riforma è la nascita della Porti d’Italia S.p.a. una società per azioni interamente pubblica che dovrebbe coordinare lo sviluppo e la promozione della rete di porti italiani.
Sul progetto sono però diversi i dubbi sollevati da più parti, tra cui anche il sindaco Basile che è stato tra i primi a chiedere un maggiore coinvolgimento dei territori. La centralizzazione della governance, infatti, andrebbe a danneggiare l’autonomia delle Autorità di Sistema. Per questo, tra le richieste delle regioni rientrano la gestione della manutenzione straordinaria, da lasciare in capo alle Autorità portuali; la ricognizione dei fabbisogni; la composizione degli organi di vigilanza e gestione.