Attualità

Riforma dei porti riparte l’iter

Inclusi Messina e Tremestieri

di tcf -

Messina e Tremestieri sono in prima linea nella riforma dei porti italiani. Il progetto di revisione della governance arriva in Commissione Trasporti della Camera con un numero record di emendamenti, 622, a testimonianza di un confronto politico tutt’altro che scontato. L’otto settembre si riparte con l’esame dell’ammissibilità delle proposte. Il Governo punta a chiudere il passaggio alla Camera entro settembre e ad arrivare all’approvazione definitiva entro novembre. Il nodo è la nascita di “Porti d’Italia Spa”, società pubblica chiamata a gestire i grandi investimenti strategici, la manutenzione straordinaria e la promozione internazionale degli scali. Alle Autorità di sistema resterebbero gestione locale, concessioni e manutenzione ordinaria. Ed è proprio qui che la città dello Stretto guarda con attenzione alla riforma. Il timore, espresso anche da esponenti della maggioranza, è che il nuovo modello possa ridurre il peso delle Autorità e, di conseguenza, la capacità dei territori di incidere sulle scelte strategiche. Un segnale concreto arriva però dal Cipess: 358 milioni di euro per 14 interventi in nove porti italiani. Tra questi c’è proprio Tremestieri-Messina. Per lo Stretto, dunque, non è soltanto una questione di governance. È la partita sulle infrastrutture, sugli investimenti e sul futuro di un sistema portuale decisivo per la mobilità e l’economia dell’intera Sicilia.