Messina

San Fratello, allevatore ai domiciliari: accuse di estorsione, furto e uccisione di animali

Minacce, danneggiamenti e furti di bestiame

di Sergio Randazzo -

È finito agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico un allevatore 47enne di San Fratello, ritenuto gravemente indiziato dei reati di estorsione aggravata, furto e uccisione di animali. Il provvedimento è stato eseguito nelle prime ore della mattinata dai Carabinieri della Compagnia di Santo Stefano di Camastra, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Patti su richiesta della Procura della Repubblica.

L’indagine della Procura di Patti

L’inchiesta, coordinata dal procuratore Angelo Vittorio Cavallo e dal sostituto Andrea Apollonio, è stata condotta dai militari della Stazione di San Fratello e dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Santo Stefano di Camastra. Le investigazioni avrebbero consentito di ricostruire una serie di episodi che si sarebbero protratti a partire dal 2019 nei territori di San Fratello e Acquedolci. Secondo quanto emerso, l’uomo avrebbe messo in atto condotte intimidatorie nei confronti di altri allevatori della zona, con l’obiettivo di costringerli ad abbandonare terreni di loro proprietà per poterne assumere la conduzione e utilizzarli abusivamente per il pascolo delle proprie mandrie.

Minacce, danneggiamenti e furti di bestiame

Le presunte pressioni sarebbero state accompagnate, in più occasioni, da minacce anche con l’uso di strumenti atti ad offendere. Gli investigatori avrebbero inoltre documentato episodi di danneggiamento e furto di capi di bestiame. In un caso, il furto sarebbe culminato con l’uccisione di un caprino, circostanza che avrebbe alimentato un clima di forte allarme sociale nelle comunità interessate. Gli inquirenti parlano di un presunto schema estorsivo consolidato, fondato su intimidazioni ritenute chiare per le vittime, tali da indurle a cedere alle richieste.

La misura cautelare

Alla luce della gravità indiziaria, delle modalità delle condotte contestate e del rischio di reiterazione dei reati e di inquinamento probatorio, il Gip ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.