Attualità
San Giorgio, tregua tra portatori e Vescovo?
Sembra avviarsi verso una distensione il clima a Modica dopo le polemiche che hanno accompagnato l'ultima festa di San Giorgio. L'Associazione dei Portatori ha inviato una lettera aperta al Vescovo di Noto, Monsignor Salvatore Rumeo, dopo le tensioni nate durante la processione e culminate in un momento di forte scontro. Oggi il direttivo interviene ai nostri microfoni per fare chiarezza e tendere una mano alla Curia.
Tutto era iniziato nel cuore della festa, tra il tripudio di una folla oceanica e il tradizionale incedere del simulacro del Santo Cavaliere per le vie di Modica Alta. Ai microfoni di Video Mediterraneo, le parole del Vescovo di Noto, Monsignor Salvatore Rumeo, avevano scosso l’entusiasmo della piazza: “Questa è una processione, ma sembra un corteo”, aveva sottolineato il presule, richiamando l’attenzione su eccessi di fervore e su un ritmo del corteo ritenuto non del tutto consono alla sacralità dell’evento. Un richiamo che, sul momento, era caduto come un macigno sui portatori. La reazione, al rientro del simulacro in Duomo, era stata plateale: il Santo poggiato a terra in segno di protesta e le parole di forte disappunto del presidente dell’associazione. Oggi, a distanza di settimane, quella tensione sembra lasciare il posto al dialogo. In una lettera aperta indirizzata al Vescovo, i Portatori di San Giorgio fanno autocritica, definendo quell’atto “estemporaneo e inopportuno”, dettato solo dall’amarezza del momento. Ma difendono anche la natura di una devozione antica, fatta di gioia e trasporto popolare. Dopo un primo incontro chiarificatore in Curia con il Vicario Generale, Monsignor Ignazio Petriglieri, e il parroco don Michele Fidone, l’associazione si dice pronta a collaborare affinché la tradizione non perda la sua bussola spirituale, confermando l’intoccabilità delle storiche soste di preghiera nei quartieri.
Parole che confermano la volontà di voltare pagina. Del resto, i segnali di apertura sono arrivati anche dallo stesso Vescovo Rumeo. Ora si attende solo la data del faccia a faccia definitivo. Modica vuole proteggere il suo San Giorgio, la sua fede e la sua storia, riscoprendo quel delicato equilibrio tra l’entusiasmo del popolo e il rigore della preghiera.